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Il vicepresidente Rondanini dà i voti alla Regia: «Speravo in qualcosa di più ma merita un 6»

Jacopo Della Porta
Il vicepresidente Rondanini dà i voti alla Regia: «Speravo in qualcosa di più ma merita un 6»

Il consigliere di Conad Centro Nord: «La cooperativa ha preso un impegno triennale ed è soddisfatta di averlo fatto»

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REGGIO EMILIA. «Il business di Conad Centro Nord non è fare calcio ma ovviamente essere nella Reggiana ci dà una grande visibilità e siamo contenti della scelta fatta: ci siamo presi un impegno triennale e lo confermiamo». Mauro Rondadini, direttore del Conad Le Vele e consigliere di Conad Centro Nord, da gennaio, quando c’è stato il rimescolamento delle quote, è diventato vicepresidente della Reggio Audace e rappresenta l’azionista di maggioranza relativa (21,5% delle quote).

Rondanini, come sta andando la sua prima esperienza da dirigente sportivo?

«Conad era pienamente coinvolta già dall’inizio di questa avventura. Da gennaio abbiamo aumentato il nostro impegno dopo le note vicende. Come Conad siamo comunque nello sport da sempre. Siamo sponsor di maglia del Conad Volley, che ha fatto una bella stagione, siamo con il Valorugby, che ha colto un grande traguardo vincendo la Coppa Italia. Solo la Reggio Audace come risultati...».

Vi aspettavete di più?

«Ci si aspettava qualcosa di più importante. Resta il fatto che sappiamo di aver fatto qualcosa di importante quest’estate e sappiamo anche che quando si gioca ci sono gli avversari con i quali fare i conti».

Tra sponsorizzare ed essere proprietari c’è una bella differenza.

«Dobbiamo guardare al bilancio e al budget della società e siamo responsabile verso la nostra cooperativa».

La cooperativa è soddisfatta di questo impegno economico?

«Sì, Conad è presente in tutta Italia e sponsorizza tante realtà sportive, anche se chiaramente il cuore è un po’ a Reggio. Noi di Conad siamo cooperatori e imprenditori, siamo responsabili dei nostri punti vendita e per noi guardare ai bilanci è fondamentale».

Per la prossima stagione, in caso di serie C, sarà necessario fare sforzi ancora maggiori.

«Abbiamo già i due piani economici, per la serie D o per la C. I ripescaggi non saranno semplici e pare che ce ne saranno meno di quelli che erano stati preventivati».

Però l’aspetto tecnico non credo possa essere programmato ora senza sapere dove si giocherà.

«Mal che vada però avremo più di tempo di quello avuto questa estate».

Lo sforzo nel calcio potrebbe comportare una riduzione altrove?

«Sono valutazioni che attendono essere fatte».

La Reggiana dà molta visibilità, ma chiede molto ed espone anche a critiche.

«Per questo mi sento soddisfatto e preoccupato. Soddisfatto perché vedo entusiasmo, il gruppo dei soci da gennaio è molto unito e c’è la volontà di fare bene. Preoccupato perché il livello delle aspettative è alto. Comunque la Reggiana crea grande passione, anche in D: vengo spesso fermato da persone che mi ringraziamo o mi fanno domande».

Per il marchio avete già fatto un’offerta.

«Sì, ma non alle cifre che ho letto. Il nostro intento era quello di evitare un’asta intorno al marchio. Non è l’unico aspetto sul quale dobbiamo lavorare, resta in sospeso anche la questione dei campi».

Con l’area tecnica che rapporti ha?

«Sono rispettoso dei ruoli, mi confronto con Rocco Russo, ho un rapporto di amicizia con il mister Mauro Antonioli».

Che voto dà alla squadra per quello che ha fatto fino ad ora?

«Sei. A scuola non sarebbe un bel voto, nel calcio invece sì».

Il calcio le piaceva anche prima di questa avventura?

«Ho giocato a calcio a livello amatoriale, facevo la punta».

Era bravo?

«Una schiappa a dire la verità».

Allo stadio non viene sempre.

«Sono anche un papà e vado a vedere mio figlio, che gioca nel Vezzano in Promozione».

I momenti della stagione ai quali è più legato?

«La vittoria con la Pergolettese all’andata ma anche quella in casa con il Classe, ottenuta alla fine, con spirito e cuore».

E il derby?

«Sono un po’ deluso, come tutti, ma alla fine non si è perso». —




 

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