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il caso fair play finanziario 

Milan passa al contrattacco Maldini: «Pronti a tutto»

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MILANO. «Siamo pronti a tutto, abbiamo tante armi». Il Milan affida a Paolo Maldini la reazione ufficiale al nuovo deferimento della Uefa per violazioni del Fair play finanziario, e il messaggio della leggenda rossonera, oggi direttore sviluppo strategico dell'area sport, lascia intendere che il club del fondo Elliott, se lo riterrà opportuno, contesterà in ogni sede la sentenza della Camera arbitrale, attesa nel giro di una settimana dopo la fine del campionato. Non solo al Tas, che già deve esprimersi sul ricorso del Milan contro l'altro verdetto Uefa (sui bilanci 2015-17), impugnato perché si considera troppo breve il traguardo del 2021 entro cui raggiungere il break even. «Anche l'anno scorso dovevamo essere esclusi dalle coppe europee e poi è intervenuto il Tas», ha ricordato Maldini all'indomani del deferimento, legato soprattutto ai 126 milioni di perdite nell'unico bilancio cinese. «La comunicazione non è una sorpresa, c'è un dialogo settimanale con l'Uefa. Sono comunque in discussione gli anni precedenti a Elliott - ha sottolineato l'ex capitano -. Vogliamo che non sia un confronto duro e senza dialogo, il FFP ha azzerato i debiti nel calcio europeo. Ma non permettere a una società sana e senza debiti di intervenire sul mercato è anche incostituzionale. La Uefa ha ben capito che il Milan è una società sana, con persone competenti e vuole tornare in alto».

In altri casi ha pesato in modo positivo la presenza di una nuova, virtuosa proprietà. Elliott è un fondo d'investimento attivista, abituato a confrontarsi con situazioni complesse, con un approccio tenace: si presume che proverà ad andare fino in fondo, se riterrà di non avere condizioni eque. Intanto il Milan deve focalizzarsi sullo scontro diretto di domani con la Lazio. —

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