Santini tira le somme «Conad, bella stagione ma con Bergamo...»
Il patron è deluso soltanto dalle ultime due prestazioni «Siamo già al lavoro: il prossimo campionato sarà più duro»
«Riposarci? Non c’è tempo: l’anno prossimo ci aspetta una serie A2 a 12 squadre molto più competitiva, c’è da attrezzarsi». Neanche il tempo di salutare la stagione in corso che per la Conad Volley Tricolore è già ora di ripartire. Non è infatti solo un bilancio del passato quello che vuole fare il patron Azzio Santini che ha ben chiari anche l’oggi e il domani.
Santini, partiamo dal presente, dalla sconfitta di gara due dei quarti contro Bergamo al Bigi.
«Inutile dire che quest’ultima partita non mi è piaciuta. Se è vero che come società l’obiettivo erano i playoff e che non ci interessava andare molto oltre, è vero anche che non si può offrire una gara così al nostro pubblico perché non lo merita. Forse qualcuno si è sentito troppo appagato e quando sai di essere arrivato fai fatica a tirar fuori la grinta, ma non siamo qui per aspettare la pensione».
Di quattro, solo il terzo set è stato lottato.
«E questo nonostante l’entusiasmo del Bigi, un vero peccato. Forse con qualche cambio in più qualcosa si sarebbe mosso ma in ogni caso quando la squadra non reagisce fai fatica a muoverla. In realtà noi i quarti li abbiamo persi là, non c’eravamo mentalmente fin da domenica a Bergamo. Onore a loro invece che, essendo giovani, hanno tutto da dimostrare e l’hanno fatto: da Romanò in poi il talento non manca ed è giusto che passino in semifinale».
Il passato però rimane: stagione da incorniciare.
«L’abbiamo sempre detto, posto l’obiettivo chiaro la squadra l’ha seguito facendoci divertire per tutta la stagione. Ci siamo goduti grandi battaglie e tolti delle belle soddisfazioni, un grazie va a tutti coloro che hanno reso possibile questo sogno. Siamo tra le otto squadre sulle 27 dell’A2 di quest’anno ad aver tenuto la categoria ed era questo a contare perché il prossimo anno cambierà la musica: con un’A2 a 12 squadre e due gironi di A3 da 12 squadre ciascuno salire di categoria sarà quasi impossibile».
Il futuro, quindi, è un’incognita?
«Tutt’altro, è molto chiaro che per il prossimo anno dovremo fare una squadra più forte perché il livello minimo di gioco sarà quello dei playoff contro Bergamo. I costi lieviteranno sia per la necessità di avere una rosa più completa sia a livello di costi di iscrizione e fideiussioni. Diventerà un vero campionato di vice SuperLega e non vediamo l’ora di iniziare».
Niente vacanze quindi?
«Quest’anno no, non c’è tempo da perdere. Servono le pedine giuste e sono le prime ad andare via. Inoltre ci sarà da fare un grande lavoro a livello di marketing per tenerci stretti gli sponsor che abbiamo già e ringraziamo, come per trovare eventualmente anche altre forze».
Alla guida Mastrangelo rimane?
«Credo che se lo sia davvero meritato, se vorrà restare con noi è il benvenuto perché prima di essere un allenatore è un amico. Si è dimostrato un professionista all’altezza della sua carriera. Forse in queste due ultime partite di playoff la squadra gli è un po’ sfuggita di mano ma nella testa dei giocatori non ci vai, non è di certo colpa sua: se si sentono arrivati il gioco è fatto. Faremo le dovute valutazioni anche su questo aspetto, a Reggio resta solo chi ha davvero voglia di giocare e di spendersi fino all'ultima giornata». —
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