Trieste più forte dei problemi Grissin Bon alla sfida più dura
Un attacco stellare è il punto di forza della formazione dell’ex Chris Wright Il tecnico Dalmasson: «Squadra unita che vive con maturità il momento»
Nel ciclone dopo l’arresto del patron Luigi Scavone, la Pallacanestro Trieste sta tenendo duro.
I tanti problemi societari che hanno travolto la prossima avversaria della Grissin Bon negli ultimi giorni, sembrano essere scivolati sopra la squadra che, nel posticipo di martedì sera, è riuscita a vincere su un campo durissimo come quello di Avellino.
In casa Sidigas, il successo del team del tecnico Eugenio Dalmasson è arrivato all’overtime, raggiunto non senza fatica dopo che i padroni di casa erano rimasti sopra per tutta la prima parte del match.
Al pala Del Mauro sono stati ben cinque i biancorossi ad andare in doppia cifra: i due lunghi americani Knox e Mosley, la guardia/ala Jamarr Sanders, l’italiano Da Ros e l’esterno Zoran Dragic. Quest’ultimo, arrivato a stagione in corso, ha portato al team quel quid in più a livello d’esperienza che è risultato prezioso a Dalmasson.
Fuori dalla Final Eight nonostante una strenua lotta durata sino all’ultimo, la neopromossa triestina è ora quinta, forte dei 14 successi sin qui conquistati. E, nonostante il futuro incerto, dalle dichiarazioni dei protagonisti resta forte la volontà di giocarsi i playoff e di tenere Trieste al top del basket nazionale, dove è tornata al termine della scorsa stagione dopo 14 anni e una rifondazione societaria.
«Ho una squadra unita, che sta vivendo questi giorni con grande maturità, con affetto per questi colori e per i tifosi», ha dichiarato nel post-Avellino il tecnico Dalmasson.
Sul campo, Trieste si sa fare intendere. S’è visto più volte in stagione e pure contro avversarie di primissima fascia come Venezia e, come detto, la stessa Avellino.
I punti di forza sono l’attacco, i ritmi di gioco cui il team triestino sa viaggiare e pure l’intercambiabilità di alcuni giocatori. Anche nel massimo campionato, Dalmasson ha dimostrato di riuscire a gestire al meglio una rosa ampia in cui le rotazioni possono coinvolgere dieci, se non dodici, elementi.
L’Alma vanta il miglior attacco del campionato (87.8), migliore perfino dell’AX Milano che si “ferma” a quota 86.9. In casa, quando vince, tocca una media stellare di 100 punti puliti, mentre quando perde si ferma a 82. E su questo dovranno lavorare i biancorossi per provare a fare il colpaccio domenica all’Allianz Dome.
Nel roster triestino spiccano tre volti ben noti al pubblico reggiano, più uno che può essere considerato “ un quasi ex”.
Nel recente passato hanno vestito la maglia della Grissin Bon sia il play Chris Wright sia il giovane esterno lettone Arturs Strautis, cresciuto nel settore giovanile biancorosso fino al debutto in prima squadra. Nell’estate 2016 il club reggiano aveva legato a sé il giocatore con un contratto quadriennale, ma a causa di mai precisate divergenze aveva poi esercitato nel luglio 2017 l’opzione d’uscita prevista dal contratto.
Risale invece alla stagione 2001-02 - quando ancora si cercava di risalire nella massima serie dalla Legadue - l’esperienza reggiana di Alessandro Cittadini.
Non è del tutto un ex, invece, Jamarr Sanders. L’ex Trento si era allenato per alcune settimane, fra il dicembre 2016 e il gennaio 2017, con il team biancorosso ma il giocatore, nonostante avesse positivamente impressionato, non era poi stato contrattualizzato dalla Pallacanestro Reggiana. —
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