La disfatta a Trieste non fa danni alla Grissin Bon
Reggio non precipita nonostante il disastro all’Allianz Dome Pistoia e Pesaro cadono e la classifica non subisce scossoni
La Grissin Bon esce malissimo dalla trasferta di Trieste con una sconfitta pesante non tanto per il punteggio (104-88 il risultato finale) quanto per una prestazione impalpabile e priva di personalità. Una partita che in pratica era già chiusa dopo il primo tempo, 60-38 per Trieste, segnali poco incoraggianti in chiave salvezza.
Per fortuna in aiuto ai biancorossi arrivano sia Torino vincente a Pistoia che resta così ultima a 12 punti, sia Trento che ribalta nell’ultimo quarto il match con Pesaro.
Alla vigilia Pillastrini aveva chiesto alla sua squadra una prestazione straordinaria per cercare di tenere testa alla formazione di Dalmasson che anche in questa occasione ha dimostrato di attraversare un momento di gran forma (alla fine 128 di valutazione per la squadra triestina). Una richiesta legittima ma di tutto questo nei quaranta minuti, se si escludono i primi, non c’è stata traccia. E non basta un’infermeria svuotatasi in settimana a giustifica una simile prestazione.
All’inizio gli applausi sono tutti per Federico Mussini, protagonista lo scorso anno della promozione triestina in A1, cui gli oltre 6000 spettatori del palasport triestino dedicano una vera e propria standing ovation.
Dixon, Aguillar, Johnson, Cervi e Allen il quintetto che manda in campo Pillastrini ma dopo 3’ la Grissin Bon si ritrova sotto di 7-0 con i primi punti firmati da Allen. Un paio di forzature in attacco dell’Alma permettono a Johnson-Odom di firmare il pareggio sul 9 pari e quindi trovare il primo vantaggio emiliano con una tripla di Aguilar per il 12-11.
La difesa di Trieste però torna a mordere come non mai mandando in tilt gli uomini di Pillastrini che in due minuti subiscono un parziale di 13-0 sotto i colpi di Knox e Dragic. Time out e difesa a zona per limitare i danni e primo quarto che si chiude con la Grissin Bon sotto di 10 (16-26).
Con Dragic che continua il suo show tra entrate e tiri da tre punti la Grissin Bon cerca di rientrare in partita ma in attacco non riesce a trovare continuità né da sotto canestro né dalla linea dei tre punti (1 su 10 al 15’) con Sanders dalla lunetta a portare Trieste sul 39-22. Johnson-Odom prova a risvegliare i suoi con un parziale di 6-0 ma non appena Trieste torna a correre sono dolori, Cavaliero entra in partita con 8 punti consecutivi, Mosley sotto canestro prende tutto quello che c’è da prendere ed il 60-38 con cui Trieste chiude in vantaggio il primo tempo ne è la logica conseguenza.
Troppo morbida in difesa Reggio non riesce a trovare le contromisure per arginare l’attacco triestino così come in attacco i 15 punti di Johnson-Odom non bastano per bilanciare la scarsa incisività dei compagni. Il riposo non porta benefici alla formazione di Pillastrini e Trieste senza strafare tocca i 30 punti di vantaggio (69-39). Nessuna reazione, nessun segno di aggressività, Reggio sembra accettare passivamente il risultato qualsiasi sia il quintetto in campo. Trieste gioca e fa divertire il proprio pubblico con tutti i suoi elementi che Dalmasson ruota sul parquet. A segno ci vanno un po’ tutti, da Wright a Da Ros, con il vantaggio che sale a 34 punti e la partita diventa un puro allenamento. Finalmente anche Reggio trova i punti ma ormai è troppo tardi con il terzo quarto che si chiude sul 86-58.
Nell’ultimo quarto si gioca per onor di firma, Trieste non affonda e pensa solo a far trascorrere il tempo e tenere a distanza di sicurezza Reggio che così può respirare e con una serie di triple tornare sotto i 20 punti (76-95 al 6’) prima di chiudere sull’88-104 con Johnson miglior marcatore della serata con 26 punti. Ma è solo una magra consolazione. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
