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VOLLEY SERIE A2 

L’allenatore Mastrangelo «Ho Reggio nel cuore Vorrei restare alla Conad»

Francesca Manini
L’allenatore Mastrangelo «Ho Reggio nel cuore Vorrei restare alla Conad»

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«Inutile negare che Reggio mi è entrata nel cuore, ora torno a casa per le vacanze di Pasqua, ragiono insieme alla mia famiglia del prossimo anno e poi vi farò sapere: nonostante gli 800 km di distanza dagli affetti, la voglia di rimanere è forte».

A tenere accesa la speranza dei tifosi di rivederlo sulla panchina della Conad è proprio lui, Vincenzo Mastrangelo.

Classe 1970 di Gioia del Colle, alla sua prima esperienza da assistente allenatore in serie A1 nel 1994, il coach d’esperienza che ha guidato l’A2 giallorossa a chiudere la regular season al terzo posto in classifica ha vissuto proprio a Reggio la sua prima stagione al nord di cui si dice “entusiasta”. La scorsa settimana ha parlato con i vertici del club reggiano manifestando anche a loro da un lato la necessità di confrontarsi con la famiglia e dall’altro la voglia di rimanere per continuare insieme il progetto.

«Se firmassi il rinnovo - spiega Mastrangelo - potrei costruire la nuova Conad insieme a Santini e al suo staff. Lo scorso anno invece sono arrivato in corso d’opera trovandomi a gestire una rosa quasi completa, per la prossima stagione potrei dare il mio parere. Ci siamo già detti che con un’A2 a 12 squadre soltanto il livello si alzerà notevolmente e quindi ci sarà bisogno di rafforzare l’organico: snaturare un gruppo che ha raggiunto i playoff in anticipo sarebbe un errore ma allo stesso tempo servono rinforzi. Oltre a puntare su giocatori d’esperienza, l’idea è quella di guardarci intorno e fissare un paio di raduni convocando alcuni giocatori interessanti anche dalla serie B per cercare qualche talento da crescere: confesso che qualcuno nel nostro mirino c’è già».

Ecco allora che la possibilità che Mastrangelo rimanga si fa sempre più concreta.

«Non mi piace cambiare realtà ad ogni stagione, nei progetti preferisco calarmici fino in fondo - aggiunge - le basi quindi ci sono ma, come ripeto, mi riservo di pensarci un attimo a mente fredda. Dopo l’eventuale firma dovremo costruire un sestetto base capace di fare la differenza e poi il resto,la piazza reggiana lo merita». —



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