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L’Atletico dalla parte di Cavatorti «Fair play, non un gol combinato»

Nicolò Rinaldi Francesca Romoli
L’Atletico dalla parte di Cavatorti «Fair play, non un gol combinato»

Il Fabbrico aveva subìto una rete per una palla non resa dopo un infortunio Il club montano si schiera con l’allenatore e mette fuori rosa Nutricato

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Non si placano le polemiche dopo i fatti accaduti domenica a Castelnovo Monti.

la vicenda

Alla mezz'ora della ripresa fra Atletico Montagna e Fabbrico, con gli ospiti avanti per 1-2, il castelnovese Magistrelli ha dovuto abbandonare la partita a causa di un doloroso stiramento.

A quel punto i suoi compagni di squadra hanno calciato il pallone fuori dal terreno di gioco, in modo da consentire la regolare effettuazione del cambio. Una volta perfezionata la sostituzione, ci si aspettava che l’Atletico Montagna restituisse palla agli avversari come da prassi: invece Marchesini ha calciato direttamente in porta, siglando il 2-2 con un tiro da centrocampo in grado di beffare il portiere fabbricese Bigliardi.

Grandi proteste da parte degli ospiti, convinti di aver subìto una grave scorrettezza da parte dei gialloblù: dopo alcuni minuti di animi surriscaldati, il tecnico castelnovese Max Cavatorti ha ordinato ai suoi di risolvere la questione permettendo al Fabbrico di segnare. Così, il capitano biancoazzurro Visentini ha potuto realizzare il 2-3 a porta sguarnita. Non tutti i giocatori dell'Atletico hanno però gradito la scelta del mister, tant’è vero che il portiere Nutricato ha abbandonato il campo gettando addirittura via la fascia di capitano.

Alla fine il Fabbrico vincerà 2-4, avvicinando ulteriormente i montanari appenninica alla retrocessione.

LA SOCIETÀ

«Innanzitutto, teniamo a precisare che la rete di Visentini non è stata “combinata” - spiega il direttivo dell’Atletico Montagna in una nota ufficiale -. Permettendo al Fabbrico di realizzare il terzo gol, abbiamo giustamente rimediato a quella che era stata una mancanza di fair play da parte nostra. Come già sottolineato dal nostro ds Matteo Bimbi, la sportività deve sempre prevalere anche per dare il buon esempio ai giovani. Dunque, dopo aver infranto una regola non scritta del calcio, il mister e i dirigenti in panchina hanno fatto benissimo a imporre di restituire il “maltolto”. Sappiamo che alcuni nostri giocatori si sono dissociati da questa decisione, manifestando in campo comportamenti più o meno censurabili: ce ne dispiace, ma noi come società non cambiamo idea e ci riserviamo di prendere provvedimenti (il portiere Nutricato è stato messo fuori rosa, ndr) verso di loro».

il ds matteo bimbi

Il ds dell’Atletico Montagna Matteo Bimbi, espulso durante la partita, se l’era presa a fine gara con l’arbitro Marcello Vietti di Parma: «È inaudito che il direttore di gara non abbia concesso nemmeno un minuto di recupero al termine del match, dopo che il Fabbrico aveva fatto perdere almeno 7’ in proteste. Non mi spiego la mia espulsione, perché non ho assolutamente protestato, stavo semplicemente mettendo a posto la panchina...Un arbitraggio dunque non adeguato. Noi ci siamo comportati da squadra sportiva. Marchesini ha commesso un errore, ma poi abbiamo rimediato. Per quanto riguarda il gesto di Nutricato lui ha fatto una sua scelta. Rimane il rammarico per questa sconfitta che ci getta in una situazione complicata».

gli allenatori

«Capisco lo stato d'animo di Nutricato - il commento dell’allenatore dell’Atletico Max Cavatorti -. È un portiere ed è normale che non gli piaccia prendere gol. Marchesini si è sbagliato, in questi casi la palla va sempre restituita. Il fatto è che adesso noi abbiamo bisogno di punti, ma non sarebbe dovuto succedere questo episodio. Il ragazzo dice di non averlo fatto apposta. Ma gli errori vanno corretti. Non tutti i miei giocatori erano d'accordo, per questo ci ho messo del tempo a prendere questa decisione».

«È stata una partita surreale. - spiega il tecnico del Fabbrico Stefano Zironi, contro l'Atletico in tribuna per squalifica - Si tratta di una situazione interpretata male dalla squadra avversaria. Sarebbe stato giusto mettere in ordine subito le cose a posto dopo la loro svista e restituire il gol al Fabbrico, per ritornare a giocare la partita da dove si era interrotta». —



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