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L'Atletico Montagna: "Fair play, nessun gol combinato"

Nicolò Rinaldi
Il portiere Andrea Nutricato
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Il portiere Andrea Nutricato

Il club dalla parte dell'allenatore Cavatorti, fuori squadra il portiere Nutricato

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CASTELNOVO MONTI. Non si placano le polemiche dopo i fatti accaduti domenica a Castelnovo Monti.

LA vicenda.  Alla mezz'ora della ripresa fra Atletico Montagna e Fabbrico, con gli ospiti avanti per 1-2, il castelnovese Magistrelli ha dovuto abbandonare la partita a causa di un doloroso stiramento.
A quel punto i suoi compagni di squadra hanno calciato il pallone fuori dal terreno di gioco, in modo da consentire la regolare effettuazione del cambio. Una volta perfezionata la sostituzione, ci si aspettava che l’Atletico Montagna restituisse palla agli avversari come da prassi: invece Marchesini ha calciato direttamente in porta, siglando il 2-2 con un tiro da centrocampo in grado di beffare il portiere fabbricese Bigliardi.
Grandi proteste da parte degli ospiti, convinti di aver subìto una grave scorrettezza da parte dei gialloblù: dopo alcuni minuti di animi surriscaldati, il tecnico castelnovese Max Cavatorti ha ordinato ai suoi di risolvere la questione permettendo al Fabbrico di segnare. Così, il capitano biancoazzurro Visentini ha potuto realizzare il 2-3 a porta sguarnita. Non tutti i giocatori dell'Atletico hanno però gradito la scelta del mister, tant’è vero che il portiere Nutricato ha abbandonato il campo gettando addirittura via la fascia di capitano.
Alla fine il Fabbrico vincerà 2-4, avvicinando ulteriormente i montanari appenninica alla retrocessione.

La società.  «Innanzitutto, teniamo a precisare che la rete di Visentini non è stata “combinata” - spiega il direttivo dell’Atletico Montagna in una nota ufficiale -. Permettendo al Fabbrico di realizzare il terzo gol, abbiamo giustamente rimediato a quella che era stata una mancanza di fair play da parte nostra. Come già sottolineato dal nostro ds Matteo Bimbi, la sportività deve sempre prevalere anche per dare il buon esempio ai giovani. Dunque, dopo aver infranto una regola non scritta del calcio, il mister e i dirigenti in panchina hanno fatto benissimo a imporre di restituire il “maltolto”. Sappiamo che alcuni nostri giocatori si sono dissociati da questa decisione, manifestando in campo comportamenti più o meno censurabili: ce ne dispiace, ma noi come società non cambiamo idea e ci riserviamo di prendere provvedimenti (il portiere Nutricato è stato messo fuori rosa, ndr) verso di loro».

Il ds Matteo Bimbi.  Il ds dell’Atletico Montagna Matteo Bimbi, espulso durante la partita, se l’era presa a fine gara con l’arbitro Marcello Vietti di Parma: «È inaudito che il direttore di gara non abbia concesso nemmeno un minuto di recupero al termine del match, dopo che il Fabbrico aveva fatto perdere almeno 7’ in proteste. Non mi spiego la mia espulsione, perché non ho assolutamente protestato, stavo semplicemente mettendo a posto la panchina...Un arbitraggio dunque non adeguato. Noi ci siamo comportati da squadra sportiva. Marchesini ha commesso un errore, ma poi abbiamo rimediato. Per quanto riguarda il gesto di Nutricato lui ha fatto una sua scelta. Rimane il rammarico per questa sconfitta che ci getta in una situazione complicata».

Gli allenatori. «Capisco lo stato d'animo di Nutricato - il commento dell’allenatore dell’Atletico Max Cavatorti -. È un portiere ed è normale che non gli piaccia prendere gol. Marchesini si è sbagliato, in questi casi la palla va sempre restituita. Il fatto è che adesso noi abbiamo bisogno di punti, ma non sarebbe dovuto succedere questo episodio. Il ragazzo dice di non averlo fatto apposta. Ma gli errori vanno corretti. Non tutti i miei giocatori erano d'accordo, per questo ci ho messo del tempo a prendere questa decisione».
«È stata una partita surreale. - spiega il tecnico del Fabbrico Stefano Zironi, contro l'Atletico in tribuna per squalifica - Si tratta di una situazione interpretata male dalla squadra avversaria. Sarebbe stato giusto mettere in ordine subito le cose a posto dopo la loro svista e restituire il gol al Fabbrico, per ritornare a giocare la partita da dove si era interrotta».

Il portiere Nutricato. "La società mi ha messo fuori rosa, e ne prendo atto con rammarico - spiega il portiere bismantovino Andrea Nutricato. - Chi mi conosce sa bene che il mio fair play è sempre stato ai massimi livelli: di conseguenza, sono ben lontano dall'essere antisportivo. Innanzitutto Marchesini ha tirato da 70 metri, e quindi penso che la sua intenzione non fosse quella di fare gol. In ogni caso, io ero d'accordo nel restituire la rete al Fabbrico: ciò doveva però avvenire sùbito, in modo che noi potessimo ancora giocarci l'incontro. Invece la decisione di far segnare Visentini è arrivata dopo 10 interminabili minuti, contraddistinti da parapiglia vari e da due azioni fabbricesi».

Il portiere chiarisce poi un gesto che non è passato inosservato.
«Ho gettato a terra la fascetta di capitano ma non era un gesto di stizza verso qualcuno. Non avevo più la lucidità necessaria per rimanere in campo, perché l'episodio di domenica è arrivato al termine di una stagione molto tormentata per noi: quindi ho parzialmente perso la pazienza chiedendo il cambio in modo un po' colorito, ma nulla più».

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