Beccalossi striglia tecnici e papà
Il Bec al Master in football scouting: «Meno test atletici, più dribbling, e ai genitori dico: niente fretta»
REGGIO EMILIA. «Il pallone deve tornare al centro, favorendo la qualità a discapito di un eccesso di preparazione atletica e tatticismo. Più dribbling e meno raddoppi di marcatura, per intenderci». Così parlò Evaristo Beccalossi, ex campione dell’Inter anni ’80 che nei giorni scorsi è stato ospite del Master in Football Scouting per aspiranti osservatori calcistici organizzato procuratore di calcio Jean Cristophe Cataliotti.
Beccalossi, oggi capo delegazione della Nazionale under 19, si è intrattenuto con gli iscritti al corso mettendo a disposizione la propria esperienza per un dibattito sull’attività dell’osservatore e sui parametri da prendere in considerazione per comprendere la validità di un giovane talento. E alla fine ha dispensato consigli - frutto della sua esperienza di giocatore e uomo di calcio - che possono risultare utilissimi non solo agli addetti ai lavori, ma persino ai genitori.
NON PRIMA DEI 14 ANNI
Fisico o personalità? fantasia o atletismo? Per cosa possa propendere Beccalossi è facile da indovinare. Kean, Zaniolo, Tonali, Pellegri: questi alcuni degli ultimi fuoriclasse passati sotto le sapienti mani del “Bec”, che nutre speranza e fiducia per il futuro del nostro calcio.
Del resto il Beccalossi-pensiero sembra oggi in linea anche con il percorso che sta cercando di portare avanti la Federazione in questi ultimi anni e in particolare con l’avvento di Mancini (non a caso un’altra mezzala tecnicamente dotatissima) alla guida della nazionale maggiore.
E quando si riesce a capire se un giovane potrà avere un futuro in palcoscenici importanti? «Non prima dei 14-15 anni, nel momento in cui il ragazzo sviluppa una maggiore formazione fisica e caratteriale», è la risposta di Beccalossi, che suona come un monito per tutti i genitori che affollano ogni weekend i campi di provincia sovraccaricando di aspettative i propri figli alle prime esperienze.
ISTINTO VS CALCOLO
L’ex tra le altre di Brescia e Monza invita gli addetti ai lavori ad uscire dagli eccessivi schemi che caratterizzano il calcio odierno a favore di curiosità ed istinto, riscoprendo il fascino dell’esperienza diretta e della semplicità che rimandano al passato.
«L’analisi video è sicuramente importante per valutare un potenziale giocatore, ma non si può paragonare all’impressione che si ha ai margini del rettangolo di gioco. Bisogna andare al di là degli errori tecnici di un giocatore che inevitabilmente vengono commessi in giovane età, per valutare prima di tutto la personalità ed i margini di miglioramento». A 62 anni Beccalossi continua a fare del football la propria passione («Giovedì parto per un viaggio di lavoro in Cina, perché non si finisce mai di conoscere») anche se dalle sue parole emerge un pizzico di nostalgia per gli anni che furono:«Ogni tanto penso che mi piacerebbe vedere ancora mio padre all’uscita dal campo sportivo e parlare della partita con lui mentre torniamo a casa». —
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