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rugby serie c2 

Il Guastalla chiude vincendo e Moreta saluta tra le lacrime «Ragazzi meravigliosi»

Roberto Tegoni
Il Guastalla chiude vincendo e Moreta saluta tra le lacrime «Ragazzi meravigliosi»

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E’ stata una partita da record. I record dei freddi numeri che fanno statistica e tanta curiosità. Ma è stata anche la partita degli addii, delle lacrime di commozione. Guastalla-Pieve chiudeva il campionato emiliano romagnolo di serie C2 di rugby e il match l’ha vinto il club reggiano per 64-28, chiudendo al secondo posto. Ma i numeri – come abbiamo scritto – contano fino a un certo punto. Perché si può scrivere che in due stagioni eccezionali la compagine rossoblù abbia realizzato più di mille punti (1017 per la precisione), schiacciando in meta l’ovale per 156 volte in sole 29 gare ufficiali, con 25 vittorie e sole quattro, purtroppo carissime, sconfitte che sono costate la promozione in C1.

E poi si può scegliere la via più romantica dello sport e scrivere di due piloni (un ex) alla “vecchia maniera” – tanto sudore, poche lamentele e pedalare – che lasciano il Rugby Guastalla: uno è Davide Caffarra, da nove anni in rossoblù e giunto al termine di una carriera lampo tutta nelle file dei Leoni. L’altro è il coach Pablo Moreta, anche lui ex prima linea, che dopo due stagioni, per l’appunto, da record, saluta uscendo dalla porta principale. Lo fermiamo al termine del match, dopo che ha tenuto a rapporto i suoi ragazzi per l’ultima volta: «Cosa ho detto loro? Ho chiesto scusa perché non riuscivo a parlare – ci spiega Moreta con parole ancora rotte dalla commozione – ma sono fiero di loro, come faccio a non esserlo? Questi ragazzi hanno sempre provato a giocare a rugby ad alto livello. In questi due anni - dice ancora Moreta - ho provato a far passare concetti come serietà e professionalità, ad esempio passando dai due ai tre allenamenti settimanali. Abbiamo dato importanza alla fase atletica, cercando uno staff adeguato al compito, ma soprattutto credo di aver fatto passare il concetto che in questo sport serve tantissimo sacrificio e i ragazzi mi hanno seguito. Li ringrazio tutti».

Come anticipato nelle settimane scorse, Moreta lascia Guastalla con una convinzione: «Qui ho finito un ciclo ed è giusto che i ragazzi abbiano nuovi stimoli per crescere – conclude il trainer –. Cosa farò adesso? Le offerte non mancano, ma a me piacerebbe lavorare con i ragazzini, per trasmettere ai più giovani qual è la cultura del rugby. Stiamo perdendo alcuni dei valori più saldi del nostro sport e nel mio piccolo non voglio che accada». —



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