Gazzetta di Reggio

Sport

basket serie a 

«La fame di vittoria dovrà guidare la Grissin Bon contro la Virtus»

Linda Pigozzi

Il leader Darius Johnson-Odom tira la volata salvezza «Con Bologna la sfida più importante, saremo pronti»

3 MINUTI DI LETTURA







A sorpresa s’è presentato lunedì sera alla palestra di via Cassala mentre era in corso la partita dell’Under 18 biancorossa con la Pallacanestro Don Bosco Livorno.

Il tabellone luminoso sentenziava un impietoso -17 per i baby reggiani.

Lui, Darius Johnson-Odom, ha iniziato a incitare i ragazzi.

Forte. Sempre più forte. Fino a trascinare tutto il pubblico. E lì è nata la remuntada che ha portato i biancorossi al +1, vantaggio sfumato poi solo all’ultimissimo con un letale tiro avversario sulla sirena.

«Amo talmente il basket che lo apprezzo in tutti i suoi aspetti » spiega l’esterno che, neppure un mesetto fa, ha messo al servizio della causa reggiana i suoi 187 centimetri di muscoli e l’evidentissimo talento.

«In un futuro lontano penserò a una carriera da allenatore, adesso mi piace sostenere i miei compagni. L’ho sempre fatto. Nell’Under 18 giocano ragazzi come Soviero, Diouf e Cipolla, che si allenano con noi e che sono molto in gamba. Mi piace andarli a vedere e incitarli», ammette.

Il leader carismatico mancato sin da inizio stagione alla Pallacanestro Reggiana s’è materializzato in muscoli e ossa all’ultimo giro di giostra del mercato. Eppure, quella di leader, è un’etichetta che proprio non accetta.

«È vero che cerco di trasmettere la mia leadership al team, ma non sono il solo a farlo. C’è una leadership diffusa in questa squadra. C’è Pablo Aguilar, c’è Pedro Llompart e c’è Ricky Cervi che è tanti anni che è qui. Non c’è bisogno che io sia il leader unico di questa squadra. Anzi...Quello che di sicuro posso fare meglio è aiutare i miei compagni a essere maggiormente pronti per la partita. Lo farò anche questa settimana, così importante per la squadra. È anche una sfida per me».

Peraltro, Darius è stato l’ unico del lotto a non mollare domenica a Trieste.

«Abbiamo giocato una brutta partita - sottolinea - e non ci giustifica il fatto che Trieste sia un’ottima squadra, che abbia giocato in un momento di grande fiducia e abbia voluto dimostrare davanti al proprio pubblico di avere una marcia in più. Sono stato il migliore? Non voglio parlare della mia prestazione, ma solo della squadra. Abbiamo fatto una partita inaccettabile dal punto di vista difensivo. Non possiamo prendere 60 punti a metà gara. Siamo tutti consapevoli che dobbiamo lavorare di più e meglio, soprattutto per una questione di rispetto per il club che non merita la posizione di classifica in cui la squadra si trova. Siamo tutti molto arrabbiati e dovremo continuare a esserlo da qui alla fine».

«L’atmosfera che c’era all’Allianz Dome - incalza - è stato un aspetto che non va sottovalutato. Già in passato Trieste, sostenuta da questo grande ambiente, ha fatto ottime gare che l’hanno portata a superare le big. Non credo che il nostro sia stato un problema di approccio alla partita. La verità è che non siamo riusciti a capire quali fossero i momenti chiave della gara e capire che in quei frangenti serviva la massima concentrazione. Dobbiamo lavorare per non prendere più i break subiti a Trieste».

Sabato ci sarà un importantissimo banco di prova: il derby con la Virtus. Che a Reggio non è mai vissuto come una gara come tutte le altre.

«Oltre a questo aspetto molto importante, c’è anche un aspetto di classifica - avverte Johnson-Odom -. Sia noi sia Bologna abbiamo bisogno di vincere. Noi per salvarci, Bologna per restare attaccata ai playoff. Per me va considerata la partita più importante. Dobbiamo arrivare al derby di sabato sera con grandissima fame. Vi assicuro che c’è e che farò di tutto affinché ce l’abbiano anche i miei compagni». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google