Reggiana, il marchio toglie il sonno ai tifosi «Andrà all’asta a 150mila euro: è troppo»
Il “Gruppo Vandelli” rilancia un’indiscrezione che circola intorno alla procedura fallimentare I soci della Reggio Audace offrono 60mila euro: il rischio è che i tempi per l’acquisizione si dilatino
REGGIO EMILIA. Le vicende del marchio granata tengono i tifosi con il fiato sospeso. Nelle ultime ora circola un’indiscrezione che preoccupa i supporter. «Ci giunge voce che il marchio AC Reggiana 1919 potrebbe finire all’asta verso la metà di maggio ad una cifra intorno ai 150 mila euro - scrive il Gruppo Vandelli -. Tale cifra sarebbe nettamente superiore a quello che è il suo reale valore, che dovrebbe essere in linea con i marchi di Modena, Triestina, Cesena e Piacenza che sono stati recentemente assegnati a circa 30.000 euro ciascuno». L’indiscrezione non circola soltanto nel tifo organizzato ed è stata raccolta anche da chi è parte interessata nel fallimento.
La Reggio Audace, come noto, ha da tempo comunicato la sua offerta per il marchio: 60mila euro.
La curatrice, seguendo le modalità consuete nelle procedure fallimentari, metterà il marchio all’asta con un valore stimato da un perito. A questo punto, tenendo conto dei tempi tecnici, l’asta potrebbe tenersi a giugno e non a maggio.
Se il marchio fosse messo in vendita a un valore superiore ai 100mila euro, se non di 150mila come sostengono i tifosi, gli attuali soci non parteciperebbero. Dunque, a meno che si palesassero altri acquirenti, circostanza al momento che appare poco probabile, l’asta andrebbe deserta. In quelle successive il prezzo calerebbe e si potrebbe anche andare a trattativa privata.
La preoccupazione dei tifosi è che i tempi potrebbero dilararsi e si rischierebbe di celebrare il centenario senza marchio.
C’è inoltre il capitolo ripescaggio, per il quale la storicità del club ha un peso ma da questo punto di vista ci sono molte altre considerazioni che la Reggio Audace potrebbe far valere (abbonati, il fatto che comunque rappresenta la città di Reggio ed ha acquisito il titolo sportivo...).
I tifosi, dopo tante delusioni, vorrebbero però che almeno questa partita si risolvesse senza inghippi. Tra l’altro le aste giudiziarie riportano alla mente la ferita, ancora fresca, dello stadio. «Continuiamo a non capire come mai in altre città, come Modena, in pochissimo tempo siano state prese decisioni che nella nostra città stanno tardando e rischiano di compromettere in maniera grave il futuro della nostra squadra del cuore», prosegue il Gruppo Vandelli.
Per quanto riguarda la procedura fallimentare nei giorni scorsi sono scaduti i termini per chiedere di essere ammessi al passivo. Ora la curatrice fallimentare Maria Domenica Costetti sta lavorando al progetto di stato passivo (che contiene tutte le domande pervenute e le sue valutazioni) che dovrà essere sottoposto al giudice.
L’esame dello stato passivo avverrà il 14 maggio davanti al giudice Niccolò Stanzani Maserati. L’asta per il marchio si terrà successivamente. —
Jacopo Della Porta
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