Manchester City, un flop che costa 600 milioni E Guardiola resta al palo
Un flop multimilionario. L’ennesimo. E una maledizione che rischia di sfociare nell’ossessione. L’uscita di scena del Manchester City di Pep Guardiola per mano dei connazionali del Tottenham è di quelle che indubbiamente fanno rumore, parecchio rumore. L’uomo delle due Champions sollevate dalla panchina del Barcellona non è più riuscito a ripetersi dopo l’addio alla panchina del Camp Nou. Missione fallita al Bayern Monaco, flop ripetuto alla guida dei Citizens. Due squadre che di certo non hanno lesinato a spese per accontentare i desideri di mister tiki-taka, il profeta del calcio moderno. E a proposito di soldi: la stampa spagnola - ingrata patria - ha infilato il dito nella piaga, stimando in più di 600 milioni di euro, 608 per la precisione, la somma investita, in tre stagioni, dallo sceicco Mansour Bin Zayed Al-Nahyanda, proprietario del club dal 2008, per la campagna acquisti del catalano, non proprio low cost (e il Times ha fatto notare come contro gli Spurs il City avesse in panchina qualcosa come 278 milioni di euro). Una valanga di soldi per provare a fare razzia in campo nazionale, certo, ma anche e soprattutto per dare l’assalto alla Coppa con le orecchie, trofeo che il ManCity mai ha messo in bacheca nella sua storia. Il bilancio europeo della gestione guardiolana, però, è impietoso: due eliminazioni ai quarti di finale, una addirittura al secondo turno. Non proprio una passeggiata di gloria, insomma. E occhio a un altro record negativo che dice molto: è dal 2011, quando ancora era allenatore blaugrana, che lo spagnolo non si aggiudica un confronto con una big nella fase ad eliminazione diretta.
Le due facce del derby inglese hanno, ovviamente, catalizzato le aperture della stampa d’Oltremanica, insieme ovviamente alla netta vittoria del Liverpool, castigatore proprio dei Citizens nella scorsa stagione, in casa del Porto. Spicca la prima pagina del Times: “Spurs e il Var distruggono i sogni del City”, con riferimento al ruolo decisivo della tecnologia. Di fronte al nuovo flop, inevitabile che Guardiola non riesca a sfuggire al banco degli imputati, anche se la squadra resta in corsa su tutti gli altri fronti. I risultati nel complesso sorridono all’ex Barcellona, ma c’è chi inizia a guardare con fastidio l’attaccamento a formule, alchimie, sistemi. E in campo continentale troppi indizi iniziano a fare una prova: il profeta del calcio moderno sembra aver perso il tocco magico. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google