Mister Antonioli sconsolato «Ci siamo fatti mali da soli Non abbiamo continuità»
L’allenatore usa toni più concilianti rispetto a Sasso Marconi ma ci pensa il presidente Quintavalli a stangare la squadra
Il mister
È il Ciliverghe a fermare la rincorsa della Reggiana nella giornata che, risultati alla mano, ha riaperto (per il Modena) il campionato. E la delusione nelle parole del tecnico granata Mauro Antonioli è palpabile.«Ci siamo fatti male da soli - spiega l’allenatore - perché la gara è iniziata subito in salita. Però dopo il gol la squadra ha fatto il suo giocando una buona mezz'ora e creando i presupposti per il pareggio».
Nel secondo tempo cosa è successo?
«Non abbiamo giocato una ripresa brillante ma non stavamo rischiando nulla e la partita era in controllo alla ricerca del gol del vantaggio perché sarebbe stato importante vincere».
Invece?
«Purtroppo un errore individuale ci ha punito ancora. Nonostante questo siamo riusciti a rimediarla e da questo punto di vista la reazione c'è stata».
Ma non è stato sufficiente. Perché?
«I limiti che abbiamo sono quelli di non avere continuità nell’arco dei novanta minuti. Alterniamo momenti buoni ad altri dove invece andiamo in sofferenza e in difficoltà. Peccato perché, alla luce anche degli altri risultati, sarebbe stato importante portare a casa la vittoria».
Si sono visti diversi, forse troppi, errori su palle facili. Dove vanno ricercati i motivi?
«Prima del gol abbiamo sbagliato diversi passaggi in mezzo al campo che fanno pensare ad una squadra che sta sbagliando l’approccio o sente troppo la tensione. Perché parliamo di errori banali che hanno condizionato l’inizio della partita».
Ultimamente alla Reggiana non gira molto bene dal punto di vista degli infortunati.
«E si aggiunge anche quello di Spanò che ha sentito un dolore muscolare al polpaccio. È da valutare anche perché non abbiamo molto tempo davanti. In più è fuori Ungaro e non riusciamo a recuperarlo. Di Rozzio non sappiamo ancora i tempi di recupero. Abbiamo veramente una difesa giovanissima. Ed è logico che con i giovani qualche errore lo devi mettere in conto. Abbiamo finito la gara con due ragazzi del 2000, uno del 2001 e uno del 2002. Sotto certi aspetti hanno fatto bene, mentre il altri momenti peccano di inesperienza». —
Cristiana Filippini
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