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la polemica 

Marsigliese prima del match In tante piazze italiane gruppi ultras in protesta

A.A.

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REGGIO EMILIA. Un inno che fa discutere. Anche a Reggio, seppur con toni decisamente più tranquilli, si parla parecchio della scelta di Legabasket e Fip di suonare, prima delle gare di questo turno di campionato, l’inno francese.

Al posto del classico inno di Mameli, stasera toccherà alle note della Marsigliese.

Il gesto è pensato come un omaggio ai cugini d’oltre Alpe dopo la distruzione di uno dei grandi simboli d’Europa, la cattedrale di Notre Dame, devastata da un grande incendio che ha consumato buona parte del complesso.

Notre Dame non è certo un luogo qualsiasi, la vicenda ha dominato le cronache internazionali e provocato un’ondata di reazioni in tutto il pianeta.

Al coro si sono unite Legabasket e Fip, che hanno pensato di ricordare quanto accaduto con l’esecuzione dell’inno francese prima delle palle a due di tutti i match in programma oggi da pomeriggio a sera.

Tutti contenti? Per nulla.

Tantissimi gruppi di tifo organizzato, dalla serie A alla B, non hanno per nulla gradito e annunciato varie forme di protesta o di sciopero. C’è chi entrerà all’ultimo nel palazzetto dopo il passaggio musicale, e c’è chi ascolterà l’inno girato di spalle o senza alzarsi in piedi, come invece avviene con l’inno di Mameli. Gli ultras di Cantù aspetteranno all’esterno prima del derby con Varese, mentre gli stessi varesini si gireranno. Approccio simile nel terzo derby di giornata, quello fra Milano e Brescia: dopo una trattativa, i sostenitori milanesi e quelli bresciani hanno deciso insieme di girare le spalle e poi di cantare successivamente l’inno tricolore.

Anche da Mantova e Treviso sono arrivati malumori, e forti. La questione è complessa e delicata, si accavallano politica e quello che si può forse definire “senso patriottico”.

E Reggio? Gli Arsàn, i tifosi organizzati biancorossi, non hanno preso una posizione ufficiale, e non hanno formalizzato nulla all’esterno. Ovviamente anche qui la discussione sul tema è avvenuta, ma si è deciso per la libertà di scelta, per così dire. Ognuno andrà secondo coscienza. —

A.A.

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