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Il responsabile Biagini «Così il settore giovanile della Reggiana è rinato»

Gian Marco Regnani
Il responsabile Biagini «Così il settore giovanile della Reggiana è rinato»

 In estate non c’è stato tempo per la programmazione nonostante questo la Juniores ha centrato i playoff nazionali

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REGGIO EMILIA. Superando per 6-3 l’Axys Zola, la formazione Juniores della Reggio Audace venerdì scorso ha conquistato il pass per disputare il primo turno dei playoff, in programma sabato a Santarcangelo di Romagna. Alberto Biagini, già direttore sportivo delle formazioni giovanili della Reggiana di Mike Piazza, dallo scorso mese di agosto è diventato il responsabile del Settore Giovanile della Reggio Audace, raccogliendo l’eredità di Davide Caprari, passato al Bologna.

Biagini, la qualificazione della Juniores per le fasi finali del campionato è stata una sorpresa o vi aspettavate di raggiungere questo risultato?

«Quando la società è ripartita ad agosto ci eravamo dati come obiettivo principale quello di fare crescere i nostri ragazzi e non avevamo ipotizzato alcun piazzamento in classifica, anche perché si era deciso di giocare con dei ragazzi classe 2001 e 2002, quindi più giovani rispetto all’età media delle formazioni avversarie. Ad un certo punto la qualificazione sembrava quasi impossibile, invece con otto vittorie nelle ultime undici partite siamo riusciti a raggiungere questo incredibile traguardo».

Il Modena, potendo organizzare la stagione con più calma, ha vinto il girone staccando i granata di ben 18 punti. Anche a livello giovanile la programmazione ha un aspetto così rilevante?

«La programmazione ci permette di girare per il territorio in modo da sviluppare relazioni sui ragazzi e di andare più a colpo sicuro nella costruzione degli organici. Ho avuto modo di notare che c’è ancora voglia di Reggiana: molti dei ragazzi che sono andati via la scorsa estate potrebbero fare ritorno a Reggio mentre gli altri giovani che giocano nelle varie realtà dilettantistiche della nostra provincia hanno ancora il desiderio di arrivare un giorno a vestire la maglia granata. Chiaramente il nostro desiderio e la nostra speranza è quella di tornare con la prima squadra il più in fretta possibile dove meritiamo di stare, in serie C».

Dalla Juniores sono stati promossi in prima squadra Palmiero e Piccinini ad inizio stagione, seguiti in un secondo momento da Sanat, il cui esordio bagnato dal gol contro il Ciliverghe ha già fatto storia. Presto vedremo altri ragazzi compiere il salto tra i “grandi”, magari il capitano Muro o il capocannoniere Ziveri?

«Mi auguro possa essere così perché sono entrambi giocatori con grande qualità ma spero anche che altri riescano mettersi in mostra. Ripeto un concetto fondamentale: il nostro obiettivo principale è quello di portare in prima squadra il maggior numero possibile di ragazzi».

Quanto è stato importante il lavoro di Marco Bertacchi in panchina?

«Mister Bertacchi è un tecnico molto preparato che abbina il discorso tecnico-tattico ad una preparazione seria a livello fisico essendo laureato in scienze motorie. L’anno scorso quando Tedeschi e La Rosa vennero promossi in prima squadra, io e l’allora responsabile Caprari non avemmo alcun dubbio ad assegnarli la panchina della Berretti: non a caso quella formazione arrivò fino ai quarti di finale nazionali. Ora molti di quei ragazzi giocano in club di Serie A e questo ci riempie d’orgoglio».

Quali sfide vi attendono nel prossimo futuro?

«Dovremo cercare di fare un salto di qualità per tornare a consolidare un Settore Giovanile importante e disputare qualche campionato più competitivo sarebbe d’aiuto in tale ottica. Dobbiamo inoltre guardarci intorno per restare sempre sul pezzo in una regione dove concorrenti di Serie A come Parma, Sassuolo, Spal e Bologna di certo non aiutano...». —




 

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