C’era una volta la Grissin Bon che valorizzava talenti italiani
Dopo anni di dominio la Pallacanestro Reggiana fuori dalla classifica: colpa dei troppi stranieri ingaggiati
Niente più bonus tricolori. Martedì è stata ufficializzata la graduatoria delle formazioni della serie A premiate economicamente per il maggior impiego di giocatori italiani.
Al primo posto c’è Brescia, seguita da Trento e Cremona. Una graduatoria “obbligata”. Per questo riconoscimento, vengono conteggiate solo le società che utilizzano la formula del “5 più 5”, ovvero 5 italiani e 5 stranieri a referto: le uniche tre squadre ad aver mantenuto questo assetto in stagione sono proprio Brescia, Trento e Cremona, che si spartiranno un premio economico corposo, vicino ai 400mila euro complessivi, sommando il bonus per i minuti totali e quello per i minuti dei giocatori Under 25. Per la prima volta da parecchi anni, Pallacanestro Reggiana non è fra le concorrenti in una corsa invece dominata a metà decennio.
Nel periodo a cavallo delle finali scudetto la Grissin Bon era senza dubbio la squadra “più italiana”, per così dire; la rosa era costruita su una ossatura di atleti nostrani in cui inserire veterani stranieri. Un approccio che ha permesso di attirare a Reggio Della Valle, Cinciarini, Polonara, De Nicolao, di far crescere Cervi e Mussini e di riuscire a chiamare elementi già affermati come Aradori e Stefano Gentile.
Il tesoretto economico disponibile all’epoca era pure più massiccio, e fra 2015 e 2016 la società biancorossa portò a casa cifre vicine ai 300mila euro annui.
Questa stagione sfortunata avrebbe potuto vedere una parziale replica, utile alle casse reggiane, ma le necessità di classifica hanno guastato tutto. I mille interventi di mercato avevano fatto esaurire alla Grissin Bon i visti disponibili per i giocatori extra-comunitari. Per ingaggiare Johnson-Odom, senza dubbio l’elemento più importante per la corsa salvezza, è stato necessario rinunciare al “5 più 5” e al bonus.
Chi usa la seconda formula, il “6 più 6”, ha infatti diritto a un visto in più per extra-comunitari. Il passaggio è avvenuto in corsa a marzo, pagando una penale di circa 40mila euro. A quel punto Reggio ha potuto portarsi a casa anche lo statunitense Johnsom-Odom, oltre al comunitario Poirier. Una manovra costata circa 200mila euro, contando la tassa e i premi lasciati sul tavolo. Ma il gioco vale pure la candela. Il bonus non viene assegnato a chi retrocede, e senza la guardia Usa il rischio di A2 sarebbe stato ancora più alto. Pistoia ha seguito la medesima strada negli stessi giorni, partendo dallo stesso principio. L’amarezza rimane su questo punto, ovviamente, perché il premio era garantito. Il regolamento prevede una percentuale della somma totale per le prime 5 per utilizzo di italiani e all’epoca le società con il “5 più 5” erano appunto 5.
E la Grissin Bon, oltre a far bene in senso assoluto, brillava negli Under 25, perché quasi tutti gli atleti tricolori erano sotto la soglia. In più, era dal 2012-13, l’annata del ritorno in serie A, che la società usava la formula più virtuosa.
Piccole e grandi amarezze, che solo la salvezza potrà davvero cancellare. —
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