Gazzetta di Reggio

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Criticato dopo il Classe e decisivo a Voghera la parabola di Cozzari «Qui sono cresciuto»

Jacopo Della Porta

Il mediano classe 1999 fa un bilancio della stagione «Spero di restare alla Reggio Audace il prossimo anno»

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«Penso che il gol a Voghera sia stato il coronamento di una stagione, una stagione per me non facile, dove però ho lavorato tanto e credo che quella rete sia stata l’apice della mia breve carriera». Mattia Cozzari fino alla trasferta del 31 marzo con l’OltrepoVoghera non era riuscito ad incidere come avrebbe voluto. Al termine della partita con il Classe, il 20 gennaio, il tecnico Mauro Antonioli lo aveva bacchettato: «Ha tante qualità, ha fisico, corsa e tecnica, gli sto dando delle possibilità, ma onestamente oggi non dico che ha fallito, ma quasi». Parole dure, che avrebbero potuto demoralizzare un giovane, ma che Cozzari ha preso come la classifica scoppola salutare. «Il mister mi ha sempre aiutato e spronato - dice il mediano classe 1999 - e nel momento in cui mi ha dato la possibilità di andare in campo e non ho dato quello che posso dare mi ha rimproverato, penso che sia giusto». Parole misurate, che si adeguano all’impressione di ragazzo educato che Cozzari trasmette.

Poi Antonioli, come ha sempre fatto in questa stagione, dopo il bastone delle critiche ha esibito la carota, sotto forma di altre possibilità e Cozzari ha ripagato segnando a Voghera all’ultimo giro d’orologio il gol decisivo in casa dell’Oltrepo. Nelle ultime tre partite, derby compreso, il calciatore di Bertinoro si è conquistato la maglia da titolare.

Cozzari, come è stato il passaggio dalla Primavera del Bologna alla Reggiana?

«Credo di essere cresciuto molto nelle ultime settimane. Ho avuto inizialmente delle difficoltà perché questo è un campionato nuovo. Credo di essere cresciuto molto come persona e come giocatore e in parte sto raccogliendo i frutti».

Si dice che gli under siano fondamentali in D. Come giudica l’apporto di voi giovani alla causa granata?

«La nostra squadra è molto giovane,nell’ultima gara sono stati schierati anche Piccinini e Sanat. La società crede nei giovani e ritengo che noi abbiamo dato tutto quello che potevamo. Qui ci siano dei giovani con delle belle potenzialità, con margini di crescita importanti».

A proposito di Sanat, come lo vede questo 16enne?

«È un ragazzo con molte potenzialità e una tecnica importante. Spero che per lui sia solo l’inizio: iniziare come ha fatto lui non è assolutamente facile, credo avrà un grande futuro».

Con la società avete discusso della prossima stagione. Lei resterà?

«Io sono in prestito, vediamo, al momento non so niente, poi è chiaro che a me piacerebbe restare qua a Reggio Emilia. Ne parleremo questa estate».

A Reggio c’è molta pressione intorno alla squadra. Come la vive?

«C’è pressione ma lo sapevo a inizio anno. Sapevo che andavo in una squadra importantissima. Qua sei un giocatore professionista e c’è un ambiente che ti dà tanto e chiede tanto ed è giusto così».

Cosa ha provato nel derby?

«Una grande emozione, la partita che sogni da bambino, 11mila persone... ti senti importante, giochi contro giocatori con nomi come Sansovini e Ferrario...» .

Dove preferisce giocare?

«Sono un giocatore dinamico che può occupare tanti ruoli: mediano davanti alla difesa, mezzala, trequartista. Preferisco mezzala nel centrocampo a tre.

Un giocatore che le piace e a cui si ispira?

«Bakayoko del Milan, che ha forza fisica e intelligenza tattica».

Cosa fa Cozzari fuori dal campo?

«Mi piace il basket, seguo la Fortitudo, adesso anche la Grissin Bon. Mi piace il tennis e ho esultato per Fognini a Montecarlo. Quando ho il giorno libero vado a Ferrara dove c’è la mia famiglia e la mia ragazza». —



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