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Mussini: "A Venezia servirà una Grissin Bon al top"

Adriano Arati
Federico Mussini a canestro al pala Bigi
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Federico Mussini a canestro al pala Bigi

Per l'esterno biancorosso la sfida in laguna è una delle più impegnative della stagione

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REGGIO EMILIA. "Dobbiamo solo pensare a dare il massimo, di gare facili non ce ne saranno. Con Venezia sarà durissima, ora è inutile pensare troppo a Pesaro». È concentrato solo sulla prossima tappa della sua Grissin Bon Federico Mussini, anche se a tre gare dalla fine è inevitabile guardare al calendario e ai risultati delle altre tre contendenti dirette nella corsa salvezza. Ma la Grissin Bon ora deve pensare a mettere di suo punti in cascina, anche se la prossima occasione utile, la trasferta di Venezia, non è delle più semplici.
Che gara vi attende domenica?
«Sarà una gara molto dura, Venezia è una squadra molto forte, con tanta esperienza e deve giocare per le sue posizioni. Non sarà facile e lo sappiamo, ma dobbiamo concentrarci solo su questo per trovare un risultato che ci possa aiutare».
Dopo la trasferta a Venezia ne avrete un’altra ancora più delicata, a Pesaro. Un confronto diretto a due turni dalla fine. Si deciderà lì?
«È impossibile dirlo e adesso noi davvero dobbiamo rimanere focalizzati su Venezia. Chiaramente con tre gare e basta da giocare, ogni match è importantissimo, con Pesaro poi ce la vedremo con una nostra rivale e il risultato potrebbe essere pesante, ma noi sappiamo di doverci concentrare prima su un altro appuntamento».
A Venezia, dove Reggio ha già infilato vittorie pesanti, compresa la gara 7 della semifinale scudetto.
«Io mi ero fatto male nella partita precedente, l’ho solo potuta vedere. Comunque sarà una gara tosta, loro hanno tante qualità, pensiamo a questa».
Un occhio al campo ma uno, inevitabilmente, sarà agli altri risultati, no?
«È chiaro che si rimane aggiornati su cosa fanno le altre, è così per tutti, ma durante la gara non c’è tempo per quello. Con tre partite, tutto è da decidere, questo campionato è imprevedibile, difficile dire cosa possa succedere sui vari campi».
Dopo le due vittorie filate, sono arrivate tre sconfitte in cui la difesa ha sofferto molto. Cosa è successo?
«Bisogna dividere. Noi abbiamo fatto fatica in molti momenti, è vero, ma vanno anche riconosciuti i meriti degli avversari. Penso agli esterni, abbiamo affrontato giocatori di qualità e grande fisicità come Punter, Sanders, Wright. Non è facile contenerli, hanno sempre trovato canestri. Ci sono sofferenze nostre ma anche i valori degli altri da ricordare».
Gli esterni, a proposito. Nelle ultime gare, con tanti stranieri da ruotare, avete spesso cambiato assetto. Questo vi ha creato difficoltà di adattamento?
«Non credo, non è un problema particolare perché alla fine in allenamento giochiamo sempre fra di noi, ormai ci conosciamo bene tutti e siamo in grado di stare in campo con i vari compagni. Non è un problema di adattarsi».
Però, con tanti elementi da cambiare, non ci sono nemmeno gerarchie fisse. È più complesso, per voi?
«A questo punto della stagione davvero non dobbiamo pensare se non a dare il massimo. Il coach vuole che chi entri dia tutto quello che ha in quel momento, senza preoccuparsi d’altro, e ha perfettamente ragione. Chi entra in campo è pronto a fare tutto il possibile nello spazio che avrà>.

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