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Rugby top 12, la favola di Filippo Caminati: un reggiano ai playoff

R.S.
Rugby top 12, la favola di Filippo Caminati: un reggiano ai playoff

Il 23enne, che gioca alla Canalina da quando aveva 10 anni, si racconta: «Una stagione strepitosa, ma abbiamo ancora fame...»

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REGGIO EMILIA. Dopo un avvio di stagione reso complicato anche da qualche infortunio, nel Valorugby che si appresta a vivere per la prima volta nella sua storia l’ebbrezza dei play off Scudetto, si sta mettendo in luce anche un giocatore reggiano doc. . Filippo Caminati, ala di 23 anni, non ha mai tradito i colori della maglia rossonera dei Diavoli, unico club di una già affermata carriera.

«Ho cominciato a giocare a rugby che avevo 10 anni. Ricordo che vennero nella nostra scuola (la Matilde di Canossa, ndr) i giocatori del Rugby Reggio a farci scoprire questo meraviglioso sport. Rimasi affascinato dalla palla ovale, da allora non ha mai più smesso di giocare».

La trafila nelle giovanili dei Diavoli e poi l’approdo in prima squadra. «Quello è stato uno step importante, perché al di là della passione, ho cominciato a giocare con una mentalità più professionale alzando ogni anno l’asticella. Essere reggiano, giocare e dare tutto per la squadra della mia città, è per me motivo di orgoglio. Condivido spesso questo sentimento con gli altri reggiani, come Rimpelli e Messori. Davvero indossiamo questa maglia con grande senso di responsabilità e, anche alla luce dei risultati di quest’anno, con immensa soddisfazione».

Qual è il segreto di questa straordinaria stagione?

«Non c’è un elemento, ma un mix di fattori. Da quando c’è coach Manghi il gruppo è sempre stato il punto di forza di questa squadra. Lo era anche lo scorso anno, quando i risultati non ci davano ragione. Ma i frutti cominciano a vedersi, ci voleva solo un po’ di pazienza. La vittoria della Coppa Italia è stata un’emozione unica, ma come dice il coach deve essere uno stimolo per puntare ancora più su l’obiettivo. Per dirla con le sue parole, abbiamo assaporato il cioccolatino, ora andiamoci a mangiare tutta la torta».

Sulla strada verso la “torta” incontrerete per tre volte il Calvisano.

«Sì, al netto di qualche sorprendente risultato, saranno loro gli avversari in semifinale. Prima però li affronteremo nell’ultima di regular season domani alla Canalina. Sarei ipocrita se dicessi che con la testa non siamo già proiettati ai play off, ma è comunque una partita in più che viviamo come un’opportunità per fare uno step ulteriore nel nostro processo di crescita».

Percorso di crescita che riguarda lo stesso Caminati, per due volte titolare nelle ultime tre partite.

«Ora sto bene, l’infortunio sempre pienamente superato. Sento la fiducia dell’allenatore e dei compagni e questo aiuta a scendere in campo nel migliore dei modi. Voglio dare il mio contributo a questa fantastica cavalcata».

Il modello di riferimento rugbistico di Caminati gioca proprio al suo fianco.

«Sì, lo dico sempre. Il mio modello è Lucio Rodriguez. Allenarsi e giocare con lui è un privilegio. In campo, parla la sua carriera con scudetti e trofei ovunque è andato a giocare. Ma lo ammiro anche per come si pone fuori dal campo. Sempre elegante, sorridente, mai un capello giù di posto. Impeccabile».

Il rugby ai massimi livelli e una facoltà universitaria impegnativa (laurea magistrale in economia): resta del tempo per libero nella vita di Caminati?

«Poco. Ci tengo a ringraziare il Valorugby Emilia per la possibilità che mi dà, credo unica società in Italia, di conciliare il campo con lo studio. Senza questa collaborazione non sarei mai riuscito a proseguire con profitto gli studi. Nel tempo libero cerco di stare il più possibile con la famiglia, con gli amici e con la fidanzata. E comunque le vacanze non sono così lontane, anche se io spero tanto che inizino il più tardi possibile, magari dopo la finale Scudetto».

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