Infermeria granata mai così piena: «Voglia di giocare e un po’ di sfortuna»
Questa l’analisi di Rocco Russo, dg della Reggio Audace alle prese anche con la grana-Broso, ai box da mesi
La speranza, dei tifosi, della società e dei diretti interessati è che l’infermeria granata si svuoti in fretta, e comunque in tempo per riconsegnare tutti gli effettivi in buone condizioni a mister Antonioli in vista dei playoff.
Si fa presto a dire “bollettino di guerra” e tante volte, soporattutto nella narrazione sportiva non si può fare a meno di vedere l’abuso di una espressione di questo tipo. Stavolta però, con la fase conclusiva e decisiva del campionato, nel caso della Reggio Audace, l’espressione finisce per risultare calzante.
Spanò, Ungaro, Osuji, Belfasti, Casanova, Masini, Staiti, Rozzio, Bran e Dammacco. Se ci aggiungiamo Broso, si arriva a undici: una squadra completa, a patto che qualcuno si offra volontario per giocare in porta. Battute e contenziosi (come quello tra Broso e la società, ai ferri corti dopo la decisione del giocatore di sottoporsi a un intervento chirurgico all’anca) a parte, la situazione “sanitaria” della Reggio Audace non è mai stata così preoccupante: ai guai muscolari si sommano gli infortuni, magari maturati in partita. «Per avere un quadro preciso - sottolinea il Dg della Reggio Audace, Rocco Russo - necessario distinguere gli infortuni dai guai muscolari. Se per infortuni e contusioni di gioco occorre tener presente anche la sfortuna, per i guai muscolari i fattori che incidono sono molteplici. E visti i problemi di formazione che mister Antonioli si trova a fronteggiare in queste ultime settimane, è evidente che ci stiamo interrogando su quelle che potrebbero essere le cause di questo numero così alto di infortuni . In alcuni casi - aggiunge Russo - è spesso il giocatore a metterci del suo, magari per la voglia di tornare al più presto in campo».
Invero, il direttore generale della squadra granata, nella sua analisi della situazione pone l’accento su un particolare che è indispensabile per spiegare tutte queste situazioni. «Occorre tenere sempre presente - dice il dg della Reggio Audace - che siamo in serie D. parliamo di calciatori che giuridicamente restano comunque dilettanti. Nonostante questo, la Reggio Audace ha adottato nella gestione degli infortuni un protocollo molto dettagliato che si ispira alle società professionistiche, anche se ovviamente - proprio per le caratteristiche di società e giocatori dilettanti - il percorso di recupero è molto condizionato dalle scelte personali dell’atleta». L’esempio che Russo fa per avvalorare la sua tesi è quello di Spanò, ora alle prese con problemi al polpaccio: «Dopo un lungo stop come quello che ha riguardato il capitano - dice - è normale che si presentino guai muscolari alla ripresa dell’attività». —
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