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«Dieci anni dopo il titolo europeo proviamo a risalire sul podio»

Alessandro Zelioli
«Dieci anni dopo il titolo europeo proviamo a risalire sul podio»

Galuppo, allenatrice del Precision Team in pista ai campionati continentali al Bigi «Gareggeremo con una squadra giovane, cresciuta molto negli ultimi mesi»

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Sono trascorsi dieci anni da quel 2009 quando Giovanna Galuppo, allenatrice dello Skating Club Albinea, alzò al cielo la Coppa Europa di pattinaggio artistico sincronizzato.

Era la sua seconda vittoria nella kermesse continentale, ma fu speciale perché il suo Precision Team, la formazione senior, aveva trionfato a Reggio, nell’Europeo che la società pedecollinare aveva organizzato al pala Bigi.

Da domani, la nostra città ospiterà nuovamente la competizione Europea che si concluderanno sabato 4.

«Ricordo ancora quella vittoria - racconta Giovanna Galuppo -. Fu pazzesco perché vincere in casa è qualcosa di incredibile. Il distacco fu notevole ma quella bellissima esperienza è ancora ben presente dentro di noi».

Come è cambiata la sua squadra in questi dieci anni?

«Sono cambiati gli atleti. Oggi è molto più difficile fidelizzare il gruppo. La storia insegna che le mie squadre più vincenti erano composte da un nucleo storico che durava negli anni. Ora, arrivano nella squadra senior, disputano un paio di stagioni e lasciano».

Perché?

«Perché si lavora duramente. Ma questo è dovuto proprio al fatto che dobbiamo cambiare spesso. Se il gruppo continuasse, il lavoro col tempo, diverrebbe meno pesante. Dovendo sempre ripartire da zero, si va in accumulo e questo comporta dei carichi di lavoro sempre molto pesanti e duraturi nel corso della stagione che, nel nostro caso, consta di tre o quattro impegni se va bene. Ora, è ritenuto troppo pesante».

Pensando al presente, cosa si aspetta dall’edizione 2019?

«Abbiamo una squadra molto giovane che ha ottenuto il pass per l’Europeo con un terzo posto agli italiani quasi inaspettato. Le atlete hanno lavorato moltissimo e sono migliorate tanto. Da allenatore è ovvio che ambisco al podio, qualunque sia il metallo. Sarebbe il coronamento di un percorso di crescita giusto per un gruppo che se non si fa prendere dall’emozione e dall’inesperienza ad alti livelli, ha nelle proprie corde questo risultato».

Nervi e cuore basteranno?

«Serve anche una prestazione tecnicamente all’altezza. Ma quei due aspetti fanno già metà del lavoro».

Col senno di poi, manderebbe in pista anche le Senior?

«La scelta di fare i World Games di Barcellona l’ho condivisa con le ragazze, quindi no, non sono pentita. Quella competizione è la nostra Olimpiade e credo fosse giusto, dopo il terzo posto agli italiani, provare la nostra preparazione in una kermesse di quel livello. La squadra sta lavorando duro per essere pronta. Mancano due mesi. Non vedo l’ora di vedere come andrà a finire».

Si gareggerà con il nuovo regolamento, quanto influirà sulle classifiche?

«Moltissimo. Finalmente abbiamo un regolamento che toglie “fantasia” ai giudici e rende il metro di giudizio oggettivo. La soggettività e alcuni giochi, chiamiamoli “di prestigio”, cui abbiamo assistito negli anni, sono ora impossibili. Inoltre, a noi tecnici vengono fornite delle indicazioni sui singoli passaggi molto chiare, consentendoci di focalizzare il lavoro su quegli errori». —



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