Gazzetta di Reggio

Sport

parla l’attaccante 

Matteo Guazzo ha un piano «Finire la carriera a Lentigione»

Mara Bianchini

2 MINUTI DI LETTURA







Obiettivo centrato con una giornata di anticipo per il Lentigione che nonostante la sconfitta arrivata domenica scorsa contro il Sasso Marconi ha ottenuto la salvezza. Una salvezza arrivata dopo un inizio tribolato, con la squadra rivierasca a zero vittorie fino alla nona di andata, che è stata in grado di fare un grande lavoro fino ad arrivare, seppur non senza inghippi, a quota 39 e a più quattro dalla zona playout. Un obiettivo ottenuto grazie all’impegno dei giocatori ma anche della società che da metà novembre ha iniziato ad inserire giocatori. Uno di questi è Matteo Guazzo.

Arrivato i primi di dicembre è entrato in rosa solo a metà gennaio a causa di un problema muscolare. Una volta entrato però non si è fatto desiderare ed è stato in diverse occasioni determinante. Cinque reti da gennaio ad aprile non sono male soprattutto quando i gol portano i tre punti.

«Questo risultato lo ha ottenuto il gruppo – spiega l’attaccante – anche se avremmo preferito chiudere in casa con un risultato positivo anziché una sconfitta. Era da troppo tempo che non si vinceva in casa e fare i tre punti sarebbe stato fantastico. Non sono arrivati i tre punti ma la salvezza è un ottimo risultato».

Peccato non aver chiuso con un gol casalingo.

«Ci ho provato in tutti i modi ma non ci sono riuscito. In ogni partita ho da due a tre giocatori intorno che non mi lasciano spazio e contro squadre come il Sasso Marconi che tendono a chiudersi si fa ancor più fatica».

I l Lentigione è diventata la squadra da trasferta..

«In effetti abbiamo ottenuto più punti fuori casa che davanti al nostro pubblico. Strano perché di solito il fortino lo si crea in casa ma è anche vero che non tutte le annate sono uguali».

Il fatto che lei sia un ex professionista come la pone di fronte ad avversari e arbitri?

«Gli avversari spesso mi conoscono e tendono a chiudermi ogni spazio e il loro approccio è da giocatori. Gli arbitri purtroppo alle volte tendono a fare un po’ i protagonisti. Ma fa parte del gioco e non mi arrabbio».

Come vede il suo futuro? «Non mi dispiacerebbe terminare a Lentigione la mia carriera. A Lentigione ho trovato una società seria come poche e un gruppo che ha sempre avuto grande voglia di lavorare e che nonostante le difficoltà non si è mai tirato indietro e mi piacerebbe continuare con loro». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google