Tra Grissin Bon e VL Pesaro è il derby delle delusioni
Entrambe le squadre sono reduci da un campionato al di sotto delle aspettative i destini delle due formazioni sono legate ai risultati di altri match di domenica
Una squadra fragile, con tante qualità ma pochissima solidità, arrivata all’ultima corsa dopo tante rivoluzioni. Proprio come la Grissin Bon, anche la VuElle Pesaro, rivale reggiana domenica in uno scontro che mette in palio la certezza della serie A dovrà attendere però anche altri risultati, come quello del match tra Varese e Pistoia.
Come Reggio, anche Pesaro ha vissuto una stagione piena di travagli e di cambiamenti. Le aspettative di partenza erano però ben diverse e i marchigiani erano probabilmente più pronti alle sofferenze, dopo anni di salvezze conquistate in volata.
Negli ultimi anni, Pesaro è sempre stata una delle squadre con minori risorse economiche ed ha dovuto spesso scommettere su stranieri giovani, a caccia di una vetrina continentale di livello, unendoli a gruppi di italiani di complemento.
Un giochino che ha funzionato a ripetizione, pur richiedendo spesso interventi in corsa, ed ha visto passare in Adriatico tanti elementi di notevole qualità. E anche in questo 2018-19, Pesaro ha buone possibilità di farcela, indipendentemente dal risultato reggiano. La situazione societarie di Torino rimane in bilico e comunque all’ultimo turno la VuElle giocherà proprio in casa dei piemontesi, già salvi sul campo e ormai privi di motivazioni. Una gara non impossibile, sulla carta.
Ma le sofferenze non sono certo mancate. Dopo un buon avvio, con 4 vittorie nelle prime 8 gare e 3 vittorie consecutive fra il sesto e l’ottavo turno, la luce si è spenta: da allora sono arrivati 17 tonfi a fronte di soli 3 successi, fra cui però quello cruciale con Pistoia, che garantisce il confronto diretto favorevole coi toscani.
CAMBIAMENTI INUTILI
Nemmeno i cambiamenti hanno inciso più di tanto. Dall’8 gennaio il coach è Matteo Boniciolli, subentrato a Massimo Galli dopo il pesantissimo meno 42 rimediato proprio a Reggio contro una Grissin Bon per una volta brillante e determinata. Partita col 5 più 5, Pesaro è poi passata ai 6 stranieri inserendo prima il 19enne russo Shashkov, controllato da Milano, e poi cambiando diversi elementi Usa. Gli ultimi due arrivi sono di qualità, il play-guardia Lyons e l’ala ex Avellino Wells, nel tentativo di dare qualità a una rosa con rotazioni ristrette. In un copione davvero simile a quello reggiano, non sono mancati infortuni, tensioni interne e col pubblico, oltre a dolori di crescita tecnica. Adesso, la VuElle ha la possibilità di formalizzare la salvezza davanti ai propri tifosi e ci proverà in ogni modo. Proprio come Reggio, i problemi principali sono nella solidità mentale e nella tenuta difensiva.
TRA ALTI E BASSI
Nel corso dell’anno i pesaresi hanno alternato collassi improvvisi, come in via Guasco, e prove di qualità, sfruttando il talento puro della guardia Blackmon e dell’ala McCree. Blackmon è il primo realizzatore del torneo sopra quota 20, McCree ora è quarto dopo essere stato a lungo il secondo. A rallentarlo, una serie di guai fisici e l’arrivo di un altro esterno realizzatore, Lyons, che gli ha tolto tiri. In senso assoluto, McCree rimane il giocatore più interessante, ala mancina di 202 con atletismo e mano educatissima. L’altro cardine è il centro lituano Mockevicius, che porta alla causa più di 11 punti e di 11 rimbalzi (primo in serie A) di media. Numeri parzialmente gonfiati dall’impiego elevato, certo, ma nonostante i limiti difensivi si parla comunque di un lungo produttivo ed efficace. Un bel test per i pariruolo biancorosso, che dovranno vedersela anche con l’ex di giornata, il reggianissimo Andrea Ancellotti.[/TESTO] —
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