Atalanta, corsa Champions che fa sognare la città Sabato l’ostacolo Genoa
BERGAMO. Alla terza vittoria consecutiva, di cui un paio in trasferta decisamente di prestigio a Napoli il 22 aprile e con la Lazio domenica, l'Atalanta da quarto posto a tre giornate dalla fine del campionato non può più nascondere le ambizioni. «Se non commettiamo errori, non ci prendono», le parole di Gian Piero Gasperini alla vigilia di Roma nel primo round della doppia sfida che si chiuderà il 15 maggio nella finale di Coppa Italia. Detto, fatto, grazie al sesto successo in rimonta in campionato valso il decimo totale lontano da Bergamo, in una rincorsa a record sempre nuovi che comprende anche gol complessivi (71) più gol (40) e punti (33, più 1 sul precedente ottenuto nel 2016-2017) sul campo altrui: il margine sulla quinta, la Roma, in una settimana è aumentato da 1 a 3 punti, 62 a 59, con l'Inter terza sopra soltanto di una lunghezza.
I tifosi, dopo aver accolto trionfalmente la squadra in aeroporto due lunedì fa, di ritorno da Capodichino, hanno fatto lo stesso domenica sera presso la sede di Zingonia, dove in 4mila hanno acclamato i propri beniamini scortandone il pullman all'ingresso e perfino le auto di giocatori e tecnico all'uscita dal Centro Sportivo Bortolotti. Un entusiasmo a mille che ricorda da vicino quello di tre stagioni or sono, all'inizio dell'era-Gasp, coi sostenitori a cominciare l'abitudine dell'accoglienza post-trasferta dopo Bologna (l'unica in centro a Bergamo, il 27 novembre 2016) e Napoli anche in Coppa Italia. Anche allora, alla fine, era stata quarta posizione, ma valeva solo per l'accesso ai gironi di Europa League.
Consumato il ritorno nelle competizioni continentali dopo più di un quarto di secolo, ora l'appuntamento con la storia dista solo gli impegni casalinghi da disputare a Reggio Emilia con Genoa e Sassuolo intervallati dalla visita allo Juventus Stadium. Sabato, contro i liguri, mancheranno tre squalificati illustri, Mancini, Masiello e il capitano Gomez. Ma Gasperini ha pur sempre la fantasia di Ilicic, i palloni nel sacco (22, 27 totali) di Duvan Zapata e una rosa ricca di alternative. —
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