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Mirko Stefani festeggia la B : «La mia Reggiana si risolleverà»

Gian Marco Regnani
Mirko Stefani festeggia la B : «La mia Reggiana si risolleverà»

Il difensore a 35 anni ha conquistato con il Pordenone la serie cadetta. «A Reggio ho gioito e pianto: vorrei tornare a esultare al Giglio sotto la Sud»

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REGGIO EMILIA. La bandiera granata Mirko Stefani, oltre 150 presenze e più di 20 gol all’attivo tra il 2005 e il 2010, ha festeggiato la promozione in serie B con la maglia neroverde del Pordenone ma il ricordo degli anni passati nella Città del Tricolore è ancora vivido nella memoria del biondo difensore classe ‘84. «Alla vigilia della partita decisiva con la Giana Erminio mi è apparso un ricordo speciale sul telefono - racconta il capitano del Pordenone -. Erano le immagini della promozione ottenuta a Castelnuovo Garfagnana undici anni fa: ho pensato subito che potesse essere un segno del destino, è così è stato».

La sua prima Serie B arriva a 35 anni: ci credeva ancora?

«Con il passare degli anni la speranza era in parte scemata, ma la Serie B è sempre stato un obiettivo concreto. Con il sacrificio e il lavoro, le soddisfazioni prima o poi arrivano».

La programmazione è la chiave del successo, come insegna il suo Pordenone?

«Sì. Un progetto a lungo termine e un gruppo coeso e duraturo di giocatori sono le basi sulle quali abbiamo costruito le nostre fortune».

Nel 2012 fu squalificato per 4 anni in seguito alle sentenze del calcioscommesse, pena poi ridotta a 13 mesi. Questa promozione ha il sapore della rivincita?

«Già allora mi ero messo in testa che avrei potuto raggiungere traguardi importanti se fossi ripartito a testa alta. Non avevo motivo di arrendermi e questa Serie B è la ricompensa che mi sono meritato».

È pronto a mettersi in discussione anche in B?

«Indosso la fascia da capitano e farò in modo di essere utile alla squadra sotto tutti i punti di vista, indipendentemente dal minutaggio che avrò».

Peccato non avere raggiunto tale traguardo con la maglia granata...

«Ho gioito e pianto per quei colori, certe immagini nei playoff mi sono rimaste dentro, così come i tanti gol fatti e il campionato vinto nel 2008. Sono innamorato di Reggio Emilia: un giorno vorrei tornare al “Giglio” perché è sempre uno spettacolo giocare lì, i cori della Curva Sud li ricordo ancora adesso. Nel mio cuore calcistico, la fetta più grande è occupata dalla Reggiana».

È rimasto in contatto con qualcuno?

«Ho degli amici reggiani extra calcistici che vedo spesso ma sento ancora tanti ex compagni come Alessi, Zini, Mei e Tomasig mentre in questi giorni ho ricevuto i messaggi di complimenti da parte di Varini e Grieco. Il calcio dà e toglie, ma i valori umani e i sentimenti veri restano per sempre».

Sta seguendo la Reggio Audace?

«Mi tengo aggiornato tramite i social: vedere il Modena in vetta dà fastidio ma primeggiare, anche in Serie D, non è mai facile. Secondo me la Regia ha fatto una buona stagione, magari vincendo il derby poteva arrivare anche la promozione...».

L’umore dei tifosi non è decisamente alle stelle...

«Capisco la loro frustrazione nel vedere vincere le città vicine in tutte le categorie, però sono convinto che la Reggiana e i reggiani avranno la capacità di tirarsi su le maniche e ricominciare presto a sognare».

C’è un giocatore dell’attuale rosa granata nel quale si rivede?

«L’unico che ho avuto modo di conoscere bene è Spanò: uno di quei calciatori che si sente la maglia cucita addosso. Mi rivedo in lui come atteggiamento e come modo di essere, incarna perfettamente il ruolo di capitano». —




 

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