La Reggiana cerca punti salvezza: «Ma contro il Como serve un gioco corale»
Ne è convinto Tommaso Merli, veterano della squadra «Dobbiamo restare in B, per il coach e per noi stessi»
REGGIO EMILIA. Il campionato di serie B di pallanuoto è entrato nella sua fase finale. Mancano solo tre partite alla conclusione e la Pallanuoto Reggiana, dopo la sconfitta di sabato a Monza, non può davvero più sbagliare. A partire dalla gara casalinga di sabato contro il Como. E alla vigilia di questo match, Tommaso Merli, uno dei veterani, suona la carica.
Tommaso, cos’è successo a Monza?
«Abbiamo difeso molto bene, in particolare il nostro portiere Bazzani, concedendo solo 5 gol ai nostri avversari; inoltre abbiamo recuperato dall’infortunio un elemento fondamentale come il centroboa Morini».
Fin qui le note positive, ma se è arrivata la sconfitta qualcosa non ha funzionato, non crede?
«Purtroppo in fase offensiva non abbiamo affatto rispettato il piano partita e abbiamo cercato sempre la giocata individuale, ma tutto ciò in serie B porta solo alle sconfitte».
Quanto è importante la partita di sabato contro i lariani in via Melato?
«Nonostante adesso ci siano cinque punti di distacco è importante come una finale di Champions League. Dovremo far capire loro che a Reggio non si passa ed aggredirli fin dalla prima azione, come è stato con Cagliari in casa e a Modena. Solo se manterremo unità di intenti e gioco corale riusciremo a vincere. A Monza, dopo aver segnato il gol del 4-5, ho urlato “Non è finita”, perché non sarà finita fino all’ultimo secondo dell’ultima partita. Chi non ha più voglia di combattere su ogni singolo pallone è meglio che resti a casa».
Meglio tentare il tutto per tutto alla ricerca della salvezza diretta o accontentarsi di un posto ai playout?
«E’ inutile fare calcoli o pensare alle partite successive a Mestre e in casa contro la corazzata Metanopoli. Bisogna ragionare un passo alla volta e soprattutto non pensare di aver già vinto solo perché all’andata abbiamo espugnato Como».
Tanto più che vincere potrebbe non bastare.
«È così, in effetti. La salvezza diretta non dipende più solo da noi, quindi l’importante è evitare l’ultimo posto, poi se saranno playout l’obiettivo è cercare di arrivare terzultimi per avere quantomeno il vantaggio del fattore campo nella serie al meglio delle tre partite contro la penultima del girone 1».
Conterà di più la tecnica o la motivazione in questo finale di campionato?
«È da metà settembre che tutti noi stiamo facendo piccole e grandi rinunce per poter essere competitivi in serie B e sarebbe un delitto se tutti i sacrifici che abbiamo fatto e stiamo facendo portassero alla retrocessione dopo un solo anno in cadetteria. Lo dobbiamo al mister, a noi stessi e soprattutto al meraviglioso pubblico di via Melato, che è sempre stato il nostro uomo in più e che sicuramente ci spingerà anche sabato». —
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