«Dopo un inizio difficile stiamo crescendo Puntiamo a fare buoni piazzamenti»
CAVRIAGo. La Csf Bardiani è pronta per l'inizio della 102ª edizione del Giro d'Italia che scatterà sabato da Bologna.
In ammiraglia Roberto Reverberi, uno dei ds più stimati nel mondo delle due ruote.
Come vi siete avvicinati al Giro d'Italia, quali i risultati ottenuti e quali gli obiettivi che vi siete posti?
«L’inizio stagione non è stato dei più rosei, in altri anni eravamo partiti molto meglio ed a oggi abbiamo collezionato solo una vittoria, l’obiettivo resta comunque quello di fare bene al Giro e qualcuno dei ragazzi sta crescendo progressivamente di condizione e lo si è visto al Tour of The Alps».
Uno su tutti Carboni, quindi in funzione Giro d'Italia vogliamo vincere una tappa inserendovi nelle fughe di giornata nelle tappe in cui si può fare risultato.
«Per le volate puntiamo su Simion e Barbin ma il tutto sarà reso più difficile dalla presenza di velocisti di grande spessore. Sarà difficile centrare la vittoria, ma penso che dei buoni piazzamenti li possiamo ottenere. La squadra è stata costruita con un velocista con tutti gli altri che si difendono sul passo e vanno bene in salita, in tappe impegnative ma non proibitive dove le fughe possono anche arrivare al traguardo ci vogliono atleti che non si stacchino. In passato abbiamo sempre vinto tappe al Giro anche tre in qualche fortunata edizione correndo con questo criterio, poi a volte abbiamo anche avuto corridori di un certo spessore ed abbiamo potuto correre in un modo diverso».
Ci saranno cinque tappe in Emilia Romagna cosa promettete ai vostri tifosi?
«Nelle tappe che sono nelle nostre zone è evidente che cercheremo di far bene, ma non disdegniamo tutti gli altri arrivi, valuteremo bene nella riunione pre-Giro dove e come quando attaccare e quando muoverci. L’ultima volta a Sestola abbiamo vinto la tappa facendo una corsa incredibile e abbiamo avuto parecchio riscontro sia dai nostri sponsor che dai nostri tifosi».
È già decisiva la tappa di Bologna?
«La tappa di Bologna non farà la differenza, non ci saranno grandissimi distacchi ma farà vedere chi sarà in condizione di poter far bene questa edizione del Giro. Sono solo 8 km però abbiamo già visto segnali positivi da Roglic al Romandia che è in formissima e venendo a mancare Bernal diventa il favorito, Dumoulim può dire la sua, ma penso che sulle salite impegnative Roglic abbia un passo diverso e sino ad oggi ha vinto tutte le corse a tappe brevi, non grandi giri, è un corridore completo che va forte sia a cronometro sia in salita e sul passo».
Chi vede come favorito?
«Mancando Bernal il Giro è già condizionato. Se prima tutti si aspettavano fosse Ineos (Ex Sky) a tirare tutto il giorno, adesso diventa responsabilità di tutti. Come sorpresa posso azzardare Formolo che sta andando forte».
Chi potrebbe essere la sorpresa della Bardiani?
«Abbiamo un giovane come Carboni che va molto bene, soprattutto in salita. È al secondo anno da professionista, difficilmente riuscirà a restare con chi si gioca la vittoria finale, ma penso che sarà il grande protagonista in qualche tappa». —
A.S.
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