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Staiti fa il bilancio di un anno di Reggiana «Mi aspettavo meno difficoltà in D»

Jacopo Della Porta
Staiti fa il bilancio di un anno di Reggiana «Mi aspettavo meno difficoltà in D»

«Quest’anno non abbiamo avuto un campo d’allenamento Se vuoi vincere i campionati questi problemi vanno risolti»

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«Quest’anno purtroppo abbiamo avuto dei problemi: capisco che quando si viene da un fallimento c’è un periodo di assestamento e non è mai facile, non dimentichiamo che abbiamo dovuto peregrinare per tutta Reggio Emilia perché la squadra è senza campo. Ci sono state difficoltà, nonostante la società non abbia mai fatto mancare il suo appoggio. Se si vuole vincere i campionati bisognerebbe cercare di curare quello che è mancato quest’anno». Lorenzo Staiti coglie un aspetto importante: in questa stagione la Reggio Audace è partita tra mille difficoltà, tutte scusabili per le circostanze eccezionali seguite alla decisione dei Piazza di non iscrivere la squadra al campionato di serie C. Il prossimo anno però l’aspetto dei campi d’allenamento ed altre questioni andranno risolte definitivamente.

Il centrocampista ex Feralpisalò, la cui carriera si è sviluppata tra serie B e C, stila un bilancio della stagione senza nascondersi dietro frasi fatte. «Mi aspettavo di incontrare meno difficoltà in serie D. Invece ho fatto meno fatica in B. A quei livelli ci si concentra di più su stessi e tra compagni di squadra ci sono delle letture comuni perché la qualità è più alta. Qui invece devi far crescere i giovani ed averne obbligatoriamente quattro in campo abbassa un po’ la qualità: non perché siano scarsi ma perché devono crescere». I momenti di sconforto in stagione non sono mancati. «Dopo le prime due gare, con un solo punto, ci siamo detti: “Cavolo, forse non è così facile come poteva sembrare”».

A chi ha lamentato l’assenza di gioco il 32enne risponde così: «Si prova a giocare e si dovrebbe farlo. Ma quando vai fuori casa e giochi sui campi della Calvina e del Carpaneto che devono difendersi non è facile. In casa invece, sul campo del Giglio, è una cosa diversa e abbiamo avuto meno difficoltà».

Staiti, soprannominato la “Iena” per il furore agonistico di cui è capace, in realtà dentro e fuori il campo è molto misurato nei comportamenti e nelle parole («siamo persone normali, non siamo nessuno, l’importante è porsi nella maniera giusta», rende merito agli avversari di stagione. «Il Modena ha avuto tempo per costruire una rosa importante, con giocatori di categoria che avevamo già vinto la serie D. Noi siamo stati bravi a restare attaccati alla vetta, poi però non siamo riusciti a fare quel passettino in più per vincere il campionato, che è quello che conta e che te lo dà l’esperienza e la maturità. Chi è arrivato davanti ha qualcosa in più. Noi abbiamo fatto il massimo». Ora Staiti, che con 5 gol è il centrocampista più prolifico dei granata, pensa ai playoff, dove spera di tornare disponibile dopo l’infortunio che lo ha messo fuori causa nel derby con il Modena del 7 aprile. «Dovrei farcela ma ho avuto una lesione importante e il fastidiiìo non mi è passato del tutto».

Indipendentemente da dove porteranno i playoff il centrocampista chiede a tutti di «giocarli al massimo», con quella stessa mentalità vincente che ha fatto delle squadre inglesi, per restare sull’attualità di questi giorni, la meraviglia d’Europa. Con quello stesso carattere dimostrato dal bomber Zamparo in questa stagione, «che oltre a fare tanti gol è stato sempre utilissimo per la squadra». —



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