Mirko Amenta stringe i denti «Oggi voglio esserci per coronare un sogno»
REGGIO EMILIA. I tifosi del Valorugby possono tirare un sospiro di sollievo.
Il piede destro di Mirko Amenta non ha riportato fratture nello scontro di gioco che sabato scorso ha tolto dal match dopo soli dieci minuti il fuoriclasse siciliano. Certo, la botta è stata forte, ma il flanker dei Diavoli non è certo il tipo che si tira indietro.
Il suo recupero in vista del match di ritorno domani a Calvisano (kick off alle 16.30, diretta sul sito di RaiSport, differita tv sul canale 57) è possibile.
Mirko, è davvero ottimista o vuole semplicemente tentare il tutto per tutto per essere della partita?
«Ogni giorno il piede migliora – ci dice Amenta, fresco anche di 28esimo compleanno, festeggiato nella giornata di martedì – La speranza è ovviamente quella di essere della partita domani a Calvisano, perché ci tengo davvero tanto. L’infortunio di sabato scorso è stato pesante più per la testa che per il fisico, perché mi fa rabbia vedere i miei compagni in campo senza poter dare il mio contributo».
I play off non sono una novità per Amenta, non è così?
«Li ho già disputati due volte con le Fiamme Oro. In entrambe le occasioni sono uscito in semifinale, motivo in più per tentare quella che per me è una impresa alla nostra portata: andare a Calvisano a vincere ribaltando il punteggio dell’andata».
Non sarà una impresa facile visto che si parte dallo 0-4 del Mirabello.
«Di facile non c’è mai nulla, soprattutto quando si affronta una squadra forte ed esperta come il Calvisano, abituata a giocare i play off. Ma noi non siamo da meno. Ce la possiamo fare, e dico ai tifosi di crederci insieme a noi. E’ un appello che rivolgo non solo ai supporter del Valorugby, ma a tutti i tifosi reggiani. Avere una squadra che si gioca lo Scudetto, in qualsiasi disciplina, credo sia un onore per ogni città».
A proposito di Reggio, come vive Amenta nella nostra città?
«Io sto da benissimo a Reggio mi sono inserito sia nella squadra sia nel lavoro (Amenta è un poliziotto in forza alla Questura di Reggio, ndr). Conto di fermarmi qui a lungo. Credo ci siano tutti i presupposti per portare il Valorugby in pianta stabile nel gotha del rugby italiano. E io voglio fare parte di questa crescita». —
R.S.
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