Nella vigilia al Foro Italico il tennis azzurro è più ambizioso che mai
Da anni sui campi e lungo i viali del Foro Italico non si percepiva tanta fiducia negli azzurri che da domani saranno in campo per gli Internazionali d’Italia: al momento sono sette (ma qualcun altro potrebbe approdare al tabellone principale dal torneo di qualificazione che si gioca oggi e domani) e tutti agguerriti. Nessuno di loro appare battuto in partenza. Fabio Fognini affronterà il francese Tsonga, non più il guerriero di quand’era un Top Ten; Marco Cecchinato se la vedrà con il giovane australiano Alex de Minaur, che non sta attraversando un periodo positivo; Matteo Berrettini dovrà dare il meglio contro Lucas Pouille; Andreas Seppi si armerà di pazienza per mettere in difficoltà il coriaceo spagnolo Roberto Bautista Agut; Andrea Basso, vincitore del torneo di prequalificazioni, ha sulla carta un avversario proibitivo, il croato Marin Cilic, che ieri non si è presentato in campo a Madrid per un’intossicazione alimentare; Lorenzo Sonego si ritrova opposto al russo Karen Khachanov, che ha battuto in due a Montecarlo. Poi, attesissimo, ci sarà l’esordio di Jannik Sinner in un Masters 1000. Il ragazzo di Sesto Pusteria - che ha 17 anni e 8 mesi, è numero 1 degli under 18 al mondo e 263 Atp - è stato ammesso al tabellone principale perché, grazie all’incastro dei risultati di Madrid, Seppi ha potuto cedergli la sua wild card: una staffetta generazionale. Sinner è finito sotto i riflettori dopo le vittorie nel Challenger di Bergamo, uno dei più importanti, nel Future di Trento e nel Future 25 di Santa Margherita di Pula e dopo la finale di Ostrava.
Nelle qualificazioni del week end saranno quattro gli italiani che tenteranno di aggiungersi agli altri sette nel main draw: Lorenzo Musetti, carrarino, 17 anni, vincitore degli Australian Open junior; Jacopo Berrettini, romano, 20 anni, fratello minore di Matteo; Filippo Baldi, 23 anni, lombardo, che sembra in grado di mantenere le speranze che aveva suscitato; Riccardo Balzerani, reatino, 20 anni, 40° nel ranking nazionale.
A Madrid l’ingresso in semifinale non è costato a Novak Djokovic, che si è ritrovato senza avversario (era Cilic). Thiem ha invece saputo contenere un eccellente Federer, domato al terzo set (3-6 7-6 6-4), confermandosi come il più temibile sulla terra rossa. —
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