Una stagione di caos e sofferenze conclusa in dolcezza a Pesaro
reggio emilia. Non ha mai avuto un attimo di vera tranquillità, la stagione Grissin Bon conclusa con la salvezza pesarese, tanto che la principale striscia positiva dell’anno si ferma a sole due vittorie consecutive.
I tanti cambi di organico non hanno permesso di avere la stessa identità tecnica, volteggiando da una squadra di bombardieri senza difesa a una sparagnina, tattica, ma con enormi difficoltà a far canestro.
Già la partenza era stata travagliata. Dopo aver annunciato l’idea di partire con quattro stranieri, si inserisce a ridosso dell’avvio il centro Elonu, complici i problemi fisici di Gaspardo e Cervi e i dubbi sulla tenuta del reparto.
Dopo la vittoria in casa con Varese, ci sono subito tre sconfitte filate a Brescia, con Torino (la peggiore) e a Cantù, avvisaglie dei problemi: Reggio rimane sempre a galla sulla scia della classe di Ledo, ma in difesa viene bucata e nei finali si scioglie. Alla quinta si torna al successo in casa con Varese grazie a una buona difesa, nonostante l’assenza di Butterfield già infortunato.
È l’ultima fiammata del primo ciclo. Arrivano i primi rinforzi, Aguilar e Ortner, e arrivano le tre gare successive, che stroncano Reggio: -25 a Milano, una prestazione imbarazzante con Avellino e la sconfitta nel finale con la traballante Pistoia, dopo tre quarti abulici.
La pausa per le Nazionali completa la rivoluzione.
Anche Ledo se ne va e si tratta per la rescissione con gli infortunati Elonu e Butterfield.
Al rientro, la bella vittoria a Brindisi guidata da Aguilar illude, mentre continua il lavoro sul mercato.
Viene ingaggiato Rivers, fermo da parecchi mesi, e si insegue per quasi un mese McGee, mentre si continua a perdere. Alla fine viene aggiunto Allen, in disgrazia a Brescia.
A fine anno, un piccolo sussulto, le vittorie interne con Venezia e Pesaro, condita questa da un +42 utile in chiave salvezza. Altro fuoco di paglia alimentato dalle sofferenze altrui, si scoprirà.
Dal 13 gennaio al 24 marzo non ci saranno più successi: otto ko filati nonostante un altro radicale mutamento.
Cagnardi viene esonerato, Pillastrini prende il suo posto, Rivers si congeda sostituito da Dixon e Richard, subito fermato da un’ernia. Piove sul bagnato, perché anche Aguilar ha guai a un piede.
Il 24 marzo a Pistoia il momento chiave con un +4 che ribalta pure la differenza canestri. La società decide di rinunciare al premio italiani per innestare uno straniero in più, Johnson-Odom. La guardia Usa è decisiva già al debutto interno con Brindisi, un risultato che manda Reggio a quota 14.
Dopo ci saranno altri quattro tonfi filati, pur con una condizione in crescita; la striscia negativa non provoca grandi danni perché anche Pesaro e Pistoia continuano a far male, senza mai muovere la classifica. Il 5 maggio la salvezza grazie alla nettissima vittoria pesarese, guastata dalla frattura del polso di Aguilar. —
a cura di
Linda Pigozzi
Adriano Arati
Riccardo Bellelli
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