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Crac Reggiana, il legale dei Piazza: «Bagno di sangue, non potevano andare avanti»

J. D. P.
Crac Reggiana, il legale dei Piazza: «Bagno di sangue, non potevano andare avanti»

L'avvocato Mattia Grassani ha assistito i coniugi americani «Sicuramente una valutazione  sulle responsabilità  è ancora in corso»

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REGGIO EMILIA. «Per quanto mi riguarda do un giudizio positivo della famiglia Piazza, in controtendenza con quello che è stato l’esito finale. Io mi sono fatto un’idea di persone persone perbene, venute da un altro continente con una mentalità che non ha attecchito. Non hanno potuto comprendere il modo di fare impresa sportiva da noi allo stesso tempo non è una famiglia che si è arricchita, semmai ha perso dei soldi in questa esperienza. Diciamo che è stato il fallimento di un modello di fare sport americano che qui non ha attecchito».

L’avvocato Mattia Grassani, ieri si è presentato in udienza ma questa volta non come legale dei Piazza ma per tutelare se stesso. Chiedeva di insinuarsi nello stato passivo, per 38mila euro, ma la curatrice ha espresso contrarietà e il giudice ha respinto la richiesta.

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I Piazza, nonostante prima dell’acquisto della Reggiana abbiano potuto passare al setaccio i conti, hanno successivamente espresso critiche per il numero di persone a libro paga e per l’entità economica di alcuni contratti. «Circa i numeri gonfiati, i rapporti inutili o sovrapposti, che possa esserci stata una corsa a stabilizzare rapporti di lavoro prima del loro arrivo - dice Grassani - è un’ipotesi che i Piazza hanno ben chiara e che non vorranno abbandonare».

La Reggiana è fallita per una somma di molto inferiore rispetto al precedente crac granata e dunque poteva essere salvata. Ma il legale è convinto che la situazione non potesse più andare avanti, anche perché la società doveva fare i conti con numerose cause che sarebbe proseguito anche in questa stagione. «Un assalto alla diligenza, un bagno di sangue», le espressioni usate dal legale. Tutte valutazioni comunque che saranno demandate alla curatrice Maria Domenica Costetti, perché tocca a lei promuovere eventuali azioni civili di risarcimento per il mondo in cui è stata amministrata la Reggiana negli ultimi anni. «Sicuramente una valutazione sulle responsabilità è ancora in corso», dice Grassani.

Comunque vada, conclude il professionista, si tratta di «una triste pagina» dato che nessuno «vorrebbe essere in questa aula a parlare di crediti, fallimento ed eventualmente anche di reati». Quest’ultimi di competenza della procura, che si sa sta indagando. —

J. D. P.

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