Manghi: «Il Valorugby tra le grandi Lo scudetto? Resta nei nostri obiettivi»
L’allenatore dei rossoneri fa il punto sull’annata dei record che ha portato la Coppa Italia e la semifinale scudetto
l’intervista
Una stagione straordinaria, è quella vissuta dal Valorugby Emilia che l’ha visto sollevare la Coppa Italia e giocarsi la semifinale scudetto con il Calvisano.
L’head coach e direttore del Valorugby Emilia, Roberto Manghi stende un bilancio della stagione appena conclusa con un occhio già rivolto alla prossima. «Dal punto di vista sportivo siamo cresciuti tanto, grazie all’abnegazione, alla determinazione e alla professionalità dei giocatori e di tutto la staff - spiega -. Non era semplice, né scontato perché dieci mesi fa non c’erano garanzie sul futuro. Come dirigenti, assieme a gran parte dei giocatori, abbiamo tenuto duro e ci abbiamo creduto, a ragione. I risultati sono arrivati grazie alla solidità del progetto in essere dal 2015, incentrato perlopiù su atleti che giocano e studiano: con la serenità e l’iniezione di fiducia portate dal carisma di Enrico Grassi e dalla vision dei suoi soci, l’idea è “emersa”, ha mostrato tutto il valore del gruppo di giovani, supportati da alcuni giocatori di esperienza».
Si poteva fare di più?
«Sì, certo. Ma il logorio del campionato e gli infortuni nella seconda parte della stagione, ci hanno tagliato le gambe proprio nel momento decisivo. Nell’ultima parte della stagione il nostro staff medico e i preparatori fisici hanno lavorato in maniera esagerata per recuperare situazioni di infortunio che avrebbero avuto bisogno di un recupero differente ma il senso di appartenenza dei giocatori si è visto proprio in questi momenti: tutti hanno cercato di dare tutto quello che avevano dentro per arrivare alla finale. Ma non è bastato».
Cosa vi è mancato?
«Siamo mancati nella conquista del gioco da touche che è una delle fonti di possesso fondamentali per esprimere il meglio del nostro gioco e abbiamo commesso parecchi errori individuali, forse dettati dall’inesperienza a giocare a questo livello. Sono fiducioso per il futuro».
Avete già programmi?
«Tanti…a tempo debito. Sabato ci ritroveremo con il presidente Grassi per salutarci e chiudere simbolicamente la stagione. Poi per i ragazzi inizierà un periodo di scarico, almeno dal punto di vista atletico/sportivo perché diversi di loro si metteranno a studiare per superare gli esami all’università. In realtà la nuova Valorugby è ai box, ma di fatto è pronta. Un paio di mesi fa ho ricevuto l’input da parte della proprietà di potenziare il team nei ruoli dove gli infortuni ci hanno messo in difficoltà. A breve inizieremo a presentare i nuovi acquisti. Ma io e lo staff siamo al lavoro anche su altri aspetti necessari per consolidare questo progetto: siamo partiti bene, abbiamo imboccato la strada giusta, ma non siamo certo arrivati».
Si punterà allo scudetto?
«Non parlavo di questo: certamente lo scudetto è nei nostri obiettivi se lavoreremo bene, con la mentalità giusta. In ogni caso se ne potrà parlare a metà stagione, non prima. Quel che mi preme di più è lavorare affinché la voglia di crescere si trasmetta a tutte le attività del club, nella società in tutte le sue componenti. La prima stagione del nuovo progetto è stata una continua corsa contro il tempo: ci attende una fase di consolidamento nella quale tutte le attività del club dovranno identificarsi nella filosofia di crescita e di professionalità con cui si lavora nella prima squadra». —
R.S.
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