Le mosse di Bonacini in versione Ecce Bombo
«Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vado proprio?». Non so voi: a me Stefano Bonacini fa venire in mente Nanni Moretti in Ecce Bombo. Soprattutto se penso alla surreale conferenza stampa che l’ormai ex (?) patron del Carpi, ha prima annunciato - Urbi et Orbi e con largo anticipo, con il chiaro intento di alzare attorno alle sue scelte future una cortina di fumo e, insieme, il livello d’attenzione – e poi celebrato, coniando un nuovo modello di conferenza stampa, quella in cui chi dovrebbe rispondere alle domande (di solito si presume libere) dei giornalisti, in realtà si nega prima ancora di cominciare: «Sono qui per parlare del Carpi, non risponderò a domande sul Modena e sulla Reggio Audace». Il resto della conferenza stampa è noia: il pippone per nulla originale dell’imprenditore che ha “dedicato tempo e denaro alla squadra e che non ha avuto il necessario riconoscimento dalla piazza”.
Un genere letterario, questo, molto in voga tra gli imprenditori che spendono fior di quattrini nello sport salvo poi accorgersi che no, che era meglio investire nel mattone inteso come bene rifugio e non come il mattone con cui Totò prosciugava i risparmi del fratello Peppino. Puntualmente, quando ci si avvicina al finale di stagione, che fatalmente coincide con il tempo della chiusura dei bilanci, parte la tiritera dei novelli mecenati: basta, mi sono stufato, il mio sforzo non viene considerato, forse do fastidio, scendo. Ed è quello che ha annunciato Bonacini in una delle più attese conferenze stampa della storia recente. Quel che non ha spiegato è dove sale e la premessa che annunciava il suo silenzio su Modena e Reggiana. Excusatio non petita, accusatio manifesta, dicevano i latini. Se avesse intenzione di mollare con il calcio, mister Gaudì, non avrebbe avuto alcun motivo per sventolare un no-comment lungo quasi 30 chilometri. E invece lo ha fatto. Scientemente, teatralmente, persino con una punta di sadismo, perché sapeva che ad ascoltarlo c’erano anche i media reggiani.
In realtà anche in questo caso, si tratta di un film già visto, magari non su questi schermi, ma nella storia della politica italiana del primo dopoguerra. Ricordate i due forni inventati da Andreotti? Ecco, Bonacini sembra aver portato questi due forni al “Cabassi”. Li tiene accesi tutti e due, la Reggiana e il Modena, in attesa che almeno uno di questi possa essere utile alla sua bisogna. Nulla di scandaloso: così va il mondo (del calcio), l’importante è fare tesoro degli errori del passato, ricordarsi i film già visti senza esaltarsi adesso per il cavaliere bianco che ancora non c’è, e senza deprimersi se il cavaliere dovesse un giorno andare altrove. —
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