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Il Guastalla vince anche dopo il repulisti

M.P.
Il Guastalla vince anche dopo il repulisti

La conquista della Coppa dopo la promozione, non ha fatto cambiare idea al presidente: «Ora puntiamo sui giovani»

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GUASTALLA. Dopo 120 minuti di battaglia battendo 3 a 0 il Carpena Forlì (con le reti di Bo, Allai e Portioli tutte ai supplementari) il Guastalla si è aggiudicato la Coppa Emilia ed è stato promosso in Prima categoria. Il giorno dopo la conquista della Coppa, nel comunicato a firma della società rossoblù si legge la soddisfazione di tutto lo staff per il risultato conseguito ma non si accenna al repulisti che la società ha fatto proprio alla vigilia della finale di coppa, dando il benservito a tutto lo staff tecnico. E questo nonostante una stagione strepitosa: gli attuali dirigenti, a partire dal presidente Michel Gioachin ai consiglieri Nicola Masini Claudio Della Parte, Manuele Rabbi e Luciano Cavandoli hanno già deciso di voltare pagina e di predisporre un progetto a medio-lungo termine che ha come unico denominatore comune la filiera del settore giovanile. La società abbandona la politica di rincorrere giocatori di un certo livello per puntare tutto sul proprio vivaio calcistico, certi che su 300 ragazzi, sicuramente, man mano che i talenti crescono, si riuscirà a costruire una prima squadra a costo zero. La conferma arriva dal presidente Gioachin che ribadisce: «Vogliamo fare il passo secondo la gamba. Inutile spendere fior di quattrini per giocatori che poi, per qualche euro in più, cambiano casacca ed emigrano altrove. Non ha senso indebitarci per poi non riuscire neppure ad iscrivere la squadra al campionato – ha detto ancora Gioachin –. I nomi che ha comunicato l'ex ds Lusuardi, visto che ormai è andato alla Gualtierese, non erano ufficiali. Io la sera della riunione non ero presente. Sappiamo che la piazza di Guastalla, memore delle imprese calcistiche del “Guastallone” è molto esigente. Tuttavia è nostra intenzione lavorare con risorse locali. Non sarà certamente la squadra del “paese” ma riteniamo di avere degli atleti validi che potranno far parte della prima squadra. Bisognerà essere innamorati sia di calcio che della maglia che indosseranno». —

M.P.

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