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Ghizzoni lascia la panchina Dopo 22 anni sarà dirigente «Qui tante soddisfazioni»

L. C.
Ghizzoni lascia la panchina Dopo 22 anni sarà dirigente «Qui tante soddisfazioni»

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CORREGGIO. «Non è un passo indietro, ma è arrivato il momento di cambiare. Voglio mettermi a disposizione del San Prospero Correggio, per farlo crescere e renderlo ancora più forte». Alberto Ghizzoni passa dal campo alla scrivania, smettendo i panni dello storico mister dei biancazzurri. Dopo ventidue annate in panchina di cui venti di fila, il suo percorso a San Prospero Correggio proseguirà d’ora in poi dietro una scrivania. Non si è ancora entrati nel dettaglio dei ruoli, di certo andrà ad affiancare l’attuale direttore sportivo Riccardo Saccani nella scelta del nuovo timoniere e nell'allestimento dell'organico per la prossima stagione di Prima Categoria. «Ho preso questa decisione principalmente per motivi di lavoro ma anche perché dentro di me qualcosa non era più come prima. Ma sono carico a mille per fare altre cose. Non ho intenzione di sedermi».

Farà un certo effetto non trovarla più su quella panchina.

«Qui ci sono sempre stati valori importanti, cercherò di farli risaltare ancora di più attraverso la mia esperienza. Non sono il tipo che si intromette oppure che vuole dire la sua a tutti i costi, anzi sono il primo ad ammettere che l’allenatore deve essere tutelato e protetto. Non succederà nulla di trascendentale a chi arriverà qui dopo di me, ma toccherà proprio a noi intesi come ambiente dargli le possibilità di lavorare nel migliore dei modi».

Con quale spirito si approccerà verso questo suo inedito incarico?

«Prima capivo certe situazioni ed ero restio nel dire alcune cose, ora sono pronto a tirare fuori tutto. C’è da lavorare per il bene della società, per fare ulteriori passi in avanti. Vogliamo crescere in credibilità, attraverso posizioni forti a livello dirigenziale».

Potrà mettere sul tavolo un bel bagaglio di esperienza.

«Qui sono professionalmente cresciuto molto, anche perché mi è stata data la possibilità per farlo. L'allenatore non è una figura infallibile, per fare bene ha bisogno del contorno corretto».

Il suo album dei ricordi da allenatore è piuttosto lungo.

«Per tre volte siamo retrocessi in Seconda Categoria, ma per altrettante volte ci siamo subito imposti in Prima Categoria. A noi bastavano due mesi per essere pronti per ripartire, poi nove mesi dopo avevamo già riconquistato un’altra promozione. Dopo una retrocessione tutto appare cupo, ma noi siamo sempre stati in grado di ritrovare immediatamente l’entusiasmo. Negli anni ci siamo strutturati, ora siamo una consolidata realtà di Prima Categoria. Siamo arrivati a prendere anche giocatori importanti che tuttora ci ricordano per quello che hanno trovato qui». —

L. C.

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