Il dg Ferretti saluta la Bagnolese «Non è gestita come piace a me»
Il dirigente spiega le ragioni della fine della sua quarta parentesi in rossoblù «Ma non lascio il calcio: mi piacerebbe la serie D e ammiro il Lentigione»
«Non smetto di fare calcio, la mia intenzione non è quella di lasciare i dilettanti. È non è vero che ho lasciato la Bagnolese perché avrei voluto fare tutto io, dato che io non volevo assolutamente fare tutto io». L’indiscrezione era trapelata a ridosso di Pasqua e poi la voce si è concretizzata al termine del campionato di Eccellenza. Il direttore generale Romano Ferretti ha chiuso la quarta parentesi in rossoblù della propria carriera, spiegando ora le ragioni della sua decisione per motivi del tutto personali.
«L’estate scorsa la Bagnolese mi aveva chiesto di ritornare - ricostruisce l’ex dg Ferretti -ed io ho accettato di fare quello che mi era stato chiesto di fare. Ho cercato di fare del mio meglio, ma l’attuale conduzione societaria è lontana dalla mia cultura di fare calcio. Io ho sempre cercato di gestire la società come un’azienda, come se fosse mia nel vero senso della parola. Ma a Bagnolo in Piano in tal senso non mi ci ritrovo più, perché l’attuale gestione non mi trasmette la voglia e l’entusiasmo per andare avanti e fare ulteriori sacrifici. Quello che sto dicendo può voler dire tutto o niente, comunque per me non c’erano più le condizioni che avevo pensato invece di ritrovare ad inizio stagione».
E a chi sostiene che è andato via perché non poteva più fare tutto?
«In passato ho lavorato anche in altre realtà importanti, come Reggiolo, Castellarano e Bibbiano. Erano però società gestite in altro modo, infatti io sono sempre stato abituato a lavorare a fianco dell’allenatore. Un altro aspetto per me fondamentale è sempre stato il budget, da quello si partiva e quello doveva essere rispettato. Ad un certo punto alla Bagnolese mi ero ritrovato a dover fare il direttore sportivo, il direttore generale, guidare il pulmino, accordarsi per il colore delle maglie ed occuparmi del materiale sportivo, ma semplicemente perché non c'era nessuno e non perché ero io un accentratore. Inoltre quando tornai dopo l'ultima retrocessione dalla Serie D la situazione non era molto florida, ma con Manfredini, Denti e l’allora mister Siligardi siamo riusciti a rimettere tutto in moto».
Cosa si aspetta Romano Ferretti dal suo futuro più immediato? Un po’ di riposo o è pronto a una nuova avventura?
«Se una società dovesse chiamarmi, vorrei arrivare a fare quello di più utile per quella realtà. Quale ruolo possa essere sarebbe tutto da decidere, ma nel caso non sarebbe un problema. Ho dei nipoti grandi ed una moglie che mi lascia spazio per il calcio, sono pronto a rimettermi a disposizione come risorsa. Posso metterci tempo, passione, voglia di divertirmi e quel briciolo di esperienza che posso essermi fatto, penso di poter essere ancora utile al calcio dilettantistico di questa regione. Non mi sento inferiore ma all'altezza anche di una Serie D, che facevo fino a dieci anni fa. Ammiro ad esempio una società come il Lentigione, che fa categorie importanti col giusto concetto di calcio».
Accetterebbe anche l'ipotesi di restare fermo?
«Ammetto che mi dispiacerebbe, ma se dovesse succedere mi prenderei il cosiddetto anno sabbatico. Troppo spesso però sento nominare questi termini, ma se uno nel calcio sta fermo è perché nessuno lo chiama. Se qualcuno avesse bisogno, gli basterebbe analizzare quanto ho fatto nel calcio in questi vent'anni».
Lascia però la Bagnolese dopo un'annata in cui è stato sfiorato un clamoroso ritorno in Serie D attraverso la Coppa Italia, un obiettivo che a inizio anno non era previsto.
«Massimo rispetto ed un grande applauso per l’aspetto sportivo e tecnico della straordinaria stagione appena conclusa, dove si è andati ben oltre le più rosee aspettative. Complimenti anche a questo gruppo che si è andato a creare, con uno spogliatoio molto unito ed amicizie importanti anche fuori dal campo. Io però ho la fortuna di essere un pensionato e nel fare quello che ho fatto in questa stagione non mi sono divertito». —
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