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La Grissin Bon vista da Pedro Llompart «Un’annata stregata, colpa degli infortuni»

NICOLO’ VALLI
La Grissin Bon vista da Pedro Llompart «Un’annata stregata, colpa degli infortuni»

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l’intervista

NICOLO’ VALLI

Tra i giocatori in scadenza di contratto in casa Grissin Bon c’è anche il nome di Pedro Llompart. Considerata l’età anagrafica – Pedrito ha 36 anni - ed una stagione al di sotto delle aspettative difficilmente sarà ai nastri di partenza del nuovo campionato, ma il regista spagnolo ha solo parole al miele per la città.

Arrivato a fine 2017, Llompart si è guadagnato meritatamente la conferma per la stagione appena conclusa grazie a giocate e assist mozzafiato. Nonostante la sua classe non sia in discussione, quest’anno il maiorchino si è fatto però travolgere dalla situazione generale della ciurma biancorossa e non ha mai dato la sensazione di poter essere un fattore né in attacco (spesso ha chiuso con 0 punti realizzati), né in difesa, dove ha pagato il maggior atletismo dei suoi pariruolo.

Llompart, dalla semifinale Eurocup ad una salvezza risicata. Che stagione è stata?

«La permanenza in Serie A e’ un traguardo ma non era certamente l’obiettivo iniziale. La squadra non ha iniziato bene il campionato ma un certo punto, dopo l’arrivo di Aguilar, c’è stato un momento in cui abbiamo reagito e se avessimo avuto più fortuna saremmo usciti molto prima da questa situazione. E’ chiaro che abbiamo perso dei giocatori importanti, ci sono stati continue modifiche al roster e la stagione ha preso la strada più negativa possibile. Abbiamo però chiuso al meglio e questo era quello che contava».

Come giudica la sua annata personale? Non ha ripetuto ciò che di buono aveva fatto vedere al suo arrivo.

«Come quella di tutta la squadra. Io sono un playmaker e quindi è chiaro che le mie prestazioni dipendono molto da ciò che il team riesce ad esprimere. Quando la squadra è in forma, anche io ne traggo beneficio. Viceversa, se il collettivo non gira, anche il mio modo di giocare ne risente».

In questi mesi di difficoltà c’è stato un momento in cui avete pensato invece di essere una squadra valida e di poter andare più lontano rispetto a dove siete arrivati?

«Penso alla prima partita, il debutto casalingo contro Sassari (al PalaBigi finì 85-77, ndr), dove tutti ci eravamo illusi potesse nascere un’annata diversa. Sicuramente le due vittorie consecutive contro Venezia e Pesaro sono state importantissime ai fini della classifica. Anche lì poi non abbiamo avuto continuità per via degli infortuni che non ci hanno dato tregua: io tre settimane, Aguilar tre settimane, e la squadra è andata quindi nuovamente in difficoltà».

Il suo contratto scade il 30 giugno: se non dovessimo rivederla coi colori della Pallacanestro Reggiana, cosa si sente dire alla città?

«Io e la mia famiglia siamo stati benissimo a Reggio Emilia, siamo felicissimi di essere in questo posto e ci troviamo veramente bene, nonostante l’anno sportivo non sia andato alla grande».

Avrete però già avuto modo di pensare al futuro…

«Ancora non sappiamo niente, abbiamo finito qualche giorno fa la stagione. Ora è il momento di riposare un po’ e poi con calma affrontare il discorso e prendere la decisione migliore per il nostro futuro». —





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