Dalla Grissin Bon una schiacciata per gli atleti poveri De Vico va in Africa
Il vice coach Di Paolo collabora con la onlus Slums Dunk L’ala biancorossa ha deciso di prendere parte al progetto
Una passione solidale che contagia amici e colleghi. È quella che da tanti anni vive Giuseppe Di Paolo, confermato assistente allenatore di Pallacanestro Reggiana, in compagnia di altri nomi noti del basket italiano come Bruno Cerella, Tommaso Marino e Michele Carrea. I quattro sono i cardini di “Slums Dunk”, un progetto benefico attivo in Kenya e Zambia, pensato per aiutare attraverso il basket i bambini delle poverissime baraccopoli a fianco delle due capitali, Nairobi e Lukasa.
Il nome è ironico e spietato: “Slam dunk” è la definizione inglese per la schiacciata, il gesto più spettacolare del basket; gli “slums” sono, sempre in gergo anglofono, questi enormi agglomerati dove vivono ammassate centinaia di migliaia di persone in condizioni anche solo difficili da immaginare per un europeo. “Slums Dunk” nasce nel 2010 dalla voglia di impegnarsi di due amici, entrambi giocatori professionisti, Bruno Cerella e Tommaso Marino, che coinvolgono allenatori a cui sono legati: Michele Carrea, oggi a Biella, e Giuseppe Di Paolo, all’epoca al lavoro nella sua Chieti. Da allora hanno realizzato campi di basket e formazione, raccolto fondi, permesso a tanti giovanissimi africani di raggiungere gli Usa per giocare a pallacanestro nel sistema delle high school e poi di avere una chance in Europa. E hanno pure fatto propaganda, anche dalle nostre parti.
PASSAGGIO DEL TESTIMONE
Nel 2019, dopo tanti anni, Di Paolo non potrà passare un periodo estivo fra Kenya e Zambia ma lascerà il testimone ad un altro biancorosso, l’ala Niccolò De Vico. «Io non riuscirò ad andare, ma ci sarà Niccolò, che parteciperà ad alcuni camp. Ha conosciuto il progetto, in questa stagione insieme ne abbiamo parlato spesso e ora ha deciso di dare una mano anche lui, ovviamente non può che farmi piacere, è un percorso a cui tengo tantissimo e che mi ha dato tantissimo in questi anni», racconta Di Paolo. «Slums Dunk punta a far crescere le abilità e le competenze dei ragazzi che vivono in queste enormi baraccopoli, in condizioni spesso molto dure, di estrema povertà. Noi teniamo i camp estivi e abbiamo formato negli anni degli educatori, delle persone che operano certo con il basket, insegnano pallacanestro ma che sono anche impegnati nell’affiancamento e nell’educazione dei ragazzi», spiega. Una bellissima avventura nata grazie all’amicizia e al basket. «L’idea è di Cerella, dopo aver letto il libro “Il risveglio del leader”. Nel 2010 è partito per Nairobi, in Kenya, con Tommaso Marino, hanno conosciuto quelle realtà ed hanno deciso di partire con il progetto solidale. C’era bisogno di allenatori, e siamo stati coinvolti io e Michele Carrea. Da allora siamo sempre andati e siamo sempre cresciuti, Cerella e Marino continuano a impegnarsi molto e a curare la parte della logistica e dell’organizzazione, ovviamente non semplice. Ora siamo attivi anche in Zambia».
In cerca di talenti
Le soddisfazioni sono enormi, così come i risultati concreti. «Ci sono strutture che funzionano tutto l’anno, in cui si pensa al basket ed anche all’educazione, in collaborazione con alcune scuole. Abbiamo realizzato i campi, formato tante persone sul posto. E abbiamo aperto un canale con diverse high school degli Stati Uniti, tramite i loro programmi diversi ragazzi sono andati a studiare e a giocare negli Usa. E non solo: poche settimane fa è arrivato il primo “nostro” ragazzo in Italia, andrà a giocare in Piemonte. Un altro percorso che vogliamo far crescere con il tempo». E che ora anche Reggio Emilia sostiene, con Di Paolo e De Vico.—
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