Il Modena “ricaccia” la Regia in D Adesso scatterà la rifondazione
Poker dei canarini al Braglia: per il futuro si annuncia il ritorno del ds Varini e un altro derby con i gialloblù per mister Grieco
I granata ci hanno messo grinta e cuore. Ma contrariamente ai luoghi comuni, secondo i quali con queste doti sarebbe possibile arrivare quasi ovunque, non è bastato. Non è bastato il coraggio e le occasioni che pure sono capitate. Semplicemente perché è emersa la superiore qualità del Modena, grande delusa di questo campionato ma comunque squadra dai valori tecnici elevati. Piuttosto, osservando i giocatori canarini in campo e in panchina ci si chiede come mai siano arrivati alla partita di ieri.
In vista della prossima stagione bisognerà prenderne nota: lo schema ci pensa Zamparo, anche ieri monumentale, non basta. Nella speranza, naturalmente, che si riparta con lui.
Il risultato, pesantissimo, di 4-1, rende i ripescaggi una chimera. Nulla è definitivamente precluso. Il regolamento è talmente cervellotico che non ci sarebbe da stupirsi se nelle sue pieghe saltasse fuori qualche appiglio. Ma essere fuori dalla graduatoria delle vincenti dei playoff di girone non è un buon viatico per il ritorno tra i professionisti.
Meglio dunque concentrarsi sulla serie D. Massimo Varini, come annunciato, lascerà la Pro Vercelli, e viene dato a un passo dalla Reggio Audace. Da Vercelli potrebbe portare in dote mister Vito Grieco, doppio ex ieri in tribuna al Braglia insieme a Massimo Cevoli, altro profilo che piace sulle due sponde del Secchia. Per Grieco potrebbe scattare un nuovo derby.
Ora che l’ingresso di possibili soci forti non sembra probabile, a decidere saranno i reggiani, magari con al loro fianco altri partner, come Sarchio e It Sport che già sono sponsor.
Ma torniamo al derby, sebbene lo scriverne sia compito poco piacevole e il leggerne forse ancora più gravoso.
La Reggiana ieri si è presentato in campo con due sorprese. Il terzino sinistro Casanova, quasi mai impiegato dal suo arrivo nel mercato invernale, e il baby Sanat, che si pensava sarebbe stato sacrificato, visto il tasso fisico della partita.
I granata hanno sfoderato un atteggiamento coraggioso, consci di avere un solo risultato a disposizione. Zamparo al 6’ ha avuto la palla buona di testa, che Piras ha deviato in angolo con un tuffo plastico.
I padroni di casa però hanno rapidamente preso le redini del gioco in mano e al 23’ hanno trovato il gol: Ferrario dopo una bella respinta di Rossi ha ripreso la palla e lo ha superato facendo esplodere di gioia la curva Montagnani. Al 36’ Pastore ha avuto la palla per replicare: ben innescato da Staiti è entrato in area dalla sinistra e ha concluso verso la porta senza fortuna.
Nella ripresa i padroni di casa hanno raddoppiato con Sansovini dalla distanza. A quel punto, con l’obbligo per la squadra di Antonioli di dover fare tre gol, la partita è diventata di fatto impossibile. Il tecnico ha provato a rimescolare le carte, facendo entrare Bran al posto di Casanova e sostituendo Sanat con Dammacco. Poi è tocca ad Alvitrez per Cavagna e Cozzari per Pastore.
La Reggiana, nonostante il pesante passivo, ce l’ha messa tutta per restare in partita e al 54’ Zanoni, per anticipare Ponsat, per poco non ha fatto autogol. Con gli equilibri ormai saltati i canarini hanno colpito in contropiede, con il micidiale Ferrario al 63’: il suo diagonale è finito sul palo e poi in fondo al sacco.
Zamparo ha provato a salvare l’onore. All’81’ ha superato di slancio Piras ma è stato costretto a rientrare sul sinistro e la sua successiva conclusione è stata respinta. Due minuti dopo ha accorciato di testa sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Alvitrez. L’Arciere in pieno recupero ha colpito anche un palo. A tempo scaduto però Baldazzi ha calato il poker sotto la sconsolata curva granata, che al triplice fischio finale ha comunque applaudito Spanò e compagni. —
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