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La Pallacanestro Reggiana inizia la settimana decisiva per il coach

Adriano Arati

Oggi si inaugura ufficialmente il cantiere per allestire la Grissin Bon 2019/20 Il primo compito del successore di Pillastrini sarà definire il pacchetto degli italiani

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Si inaugura ufficialmente oggi il cantiere con cui costruire le grandi manovre verso il futuro della Grissin Bon.

Dopo una settimana di parziale distacco, segnata dall’ufficializzazione dell’addio a Stefano Pillastrini, i vertici di Pallacanestro Reggiana torneranno ora a dedicarsi a pieno ritmo alle basi per la prossima stagione, l’ultima griffata Stefano Landi.

Confermato il ds Alessandro Frosini ora la priorità è inevitabilmente quella del coach. Una scelta che la società vorrebbe chiudere in tempi brevi, per passare poi alla costruzione della rosa seguendo anche le indicazioni della nuova guida tecnica.

Anche perché Reggio ha già un corposo pacchetto di italiani sotto contratto sino al 2020. Il mercato “nostrano” è oggettivamente molto complesso, proprio per queste regole che tendono ad alzare i prezzi dei giocatori” affidabili e di rendimento. Anche in questo senso saranno necessarie delle scelte, a partire da quella sulla formula: anche nel 2019/20 si potrà scegliere fra il “5 + 5”, con relativa partecipazione al premio economico per l’utilizzo degli italiani, e il “6 + 6”, che permetterebbe di schierare uno straniero in più e di avere un ulteriore visto per elementi extracomunitari.

La situazione degli allenatori si sta sbrogliando molto lentamente e il prosieguo dei playoff, con l’eliminazione progressiva delle varie squadre, porterà ad un’accelerazione.

Brescia, dopo aver salutato Andrea Diana, sembra ormai vicinissima a Enzino Esposito. Avellino, al di là delle voci solitarie, potrebbe comunque ripartire da Maffezzoli, bravo nella gestione della squadra in questi due mesi. Cantù avrebbe voluto confermare Brienza ma ad oggi le parti non hanno ancora trovato l’accordo.

Anche i tifosi reggiani, nei sempre vivaci ritrovi sui social network, hanno i loro sogni e le loro esperienze. Un vecchio nemico come Pino Sacripanti piacerebbe a molti, nonostante gli “scontri” del passato. Discorso simile per Frank Vitucci, che però si trova in un buon contesto a Brindisi. Piace sempre Maurizio Buscaglia, dopo i tanti eccellenti anni a Trento, ma non è detto che la sua avventura trentina sia finita. Né, nel caso, che accetti proposte senza la presenza di una competizione europee. —





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