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Chi si rivede a Reggio Luca Infante: «Tornare? Magari»

ADRIANO ARATI

A 36 anni, si allena con la Pallacanestro Reggiana  «Qui ho casa, e non ho alcuna intenzione di smettere»

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L’INTERVISTA

ADRIANO ARATI

Di nuovo a casa, per lavorare, prepararsi alla prossima stagione e studiare per il futuro.

Il gruppo biancorosso che in queste settimane ha ripreso gli allenamenti vede fra le sue file anche l’ex capitano reggiano Luca Infante, uno dei giocatori più amati dai tifosi locali.

Cresciuto in Pallacanestro Reggiana, con cui ha debuttato da professionista, a 36 anni è ancora in forma notevole e reduce da un discreto campionato di A2 con l’Eurobasket Roma.

Reggio è la sua casa, appena terminata la stagione è tornato qui con la famiglia e – visto il rapporto sempre fortissimo con la società – ha deciso di tenersi in condizione lavorando con gli italiani rimasti.

A Reggio, 19 anni orsono, Infante firmò il suo primo contratto da professionista con la maglia dell’allora Bipop Carire. E dopo qualche stagione tra Soresina e Ferrara, cinque anni di fila in biancorosso, conquistandosi stima e amicizia dei compagni, oltre ai galloni di capitano.

Da Reggio non si scappa? «Beh, qui ho casa, qui torno sempre. E questa è la mia squadra, più di tutte le altre. Ho approfittato volentieri dell’occasione per lavorare un po’ qui».

Già. A 36 anni gioca ancora ad alto livello. Un modello da seguire, per i ragazzi più giovani con cui si allena in questi giorni?

«Mi piacerebbe. Diciamo che non sono tanti alla mia età a giocare ancora da professionista. E sicuramente la mia attenzione al lavoro fisico è nota, ed è quella che mi ha portato sin qui. Non vale solo per me».

A chi pensa?

«A Kaukenas. Lui è arrivato a 40 anni in una condizione fisica spettacolare ed è merito della sua attenzione e della sua dedizione. Me lo diceva sempre: “Allenati bene e giocherai a lungo”. Aveva ragione».

Nemmeno lei vuol smettere presto, no?

«No. Ora sono libero, vedrò cosa succederà quest’estate, l’idea è di continuare ovviamente, magari avvicinandomi a Reggio, sarebbe comodo per la famiglia».

Avvicinarsi a Reggio o tornare a Reggio?

«Quello sarebbe ancora più bello, tornare in questa squadra per me sarebbe una grande soddisfazione. È ovvio che bisogna essere consapevoli dei propri mezzi e accettare i ruoli: in serie A il mio impiego sarebbe ovviamente diverso, ma penso di poter sempre dare una mano».

Un altro ex reggiano, Cittadini, l’ha fatto vedere con Trieste.

«E “Citta” ha pure qualche anno più di me. Nel ruolo giusto, con consapevolezza, si può far bene».

Pensa già anche al futuro post-agonistico?

«Sì, ho iniziato a studiare da dirigente sportivo, e per questo mi piace girare, vedere partite di Coppa, essere attivo e presente nell’ambiente».

A proposito di ambienti che conosce bene, veniamo a Reggio. Cosa pensa della decisione di Stefano Landi?

«Conosco Stefano da tantissimi anni, quello che ha fatto lui per il basket reggiano è incredibile, non credo che voglia lasciare la città senza basket, ha fatto il suo annuncio con grande anticipo, vedremo: certo è difficile immaginare Reggio senza pallacanestro, qui il basket è sempre stato importante, anche più del calcio».

Bilanci di fine stagione. Come giudica la sua annata in A2 a Roma?

«Discreta, ma poteva andare meglio. Abbiamo pagato i tanti cambi in corsa, ci siamo dovuti adattare. Alla fine abbiamo sfiorato i play off, ma non ce l’abbiamo fatta».

E quella, soffertissima, di Reggio?

«Il discorso è simile, per molti versi. Qualcosa non ha funzionato all’inizio, e quando poi devi intervenire in corsa tutto diventa più complesso, non sempre è facile aggiustare le cose. Ma alla fine è andato tutto bene, ed è quello che conta».

Da esperto e appassionato, qualche parere. Chi vincerà l’A2?

«Credo che Max Menetti a Treviso sia il favorito, anche perché ha il fattore campo a favore. Ma attenzione a Capo d’Orlando, ha trovato chimica e due americani che fanno sempre 50 punti, Triche e Parks. In A2 è un vantaggio notevole».

Le semifinali scudetto, invece?

«Milano alla fine ha una rosa profondissima, sono davvero tanti. Ma anche Sassari è lunghissima ed ha un entusiasmo pazzesco, Pozzecco ha fatto un grande lavoro. Nell’altra semifinale vedo Venezia leggermente favorita, anche se Cremona ha talento e, come tutte le squadre di Sacchetti, può essere imprevedibile. Ed ha il miglior giocatore del torneo, Crawford». —

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