Paradosso Grissin Bon: un solo anno garantito può essere un vantaggio
L’affidabilità della società biancorossa risulta decisiva in un ambiente sempre più squassato da crisi finanziarie
Non sembra aver intenzione di accelerare la Grissin Bon nella scelta del nuovo coach, dopo aver comunque definito l’identikit di massima: un allenatore esperto, capace di gestire anche situazioni complesse, buon conoscitore del campionato italiano. La rosa è sempre quella: Frank Vitucci, Maurizio Buscaglia, Pino Sacripanti, a cui aggiungere il croato Jasmin Repesa. Fino a qualche anno fa sarebbe stato un nome impensabile, per ingaggio e ambizioni, ma ora è in caccia di rilancio dopo il brusco addio a Milano seguito all’eliminazione nella semifinale 2017 con Trento e gli scarsi risultati ottenuti fra Eurolega e Adriatic League con il Budocnost.
Repesa è legatissimo all’Italia, in particolare a Bologna, e Reggio in questo senso rappresenterebbe una soluzione ottimale. Per un allenatore di respiro europeo, anche il solo anno “garantito” da Landi non sarebbe un gran problema, perché una buona stagione qui sarebbe un rilancio sufficiente. Qualche contatto fra procuratori c’è stato.
Il direttore sportivo Frosini sta incontrando tanti possibili papabili, ma ad oggi sono dialoghi informali. Anche perché molti degli interessati vogliono attendere la fine dei playoff, o quantomeno delle semifinali. Sia Milano sia Venezia, in caso di eliminazione prematura, potrebbero cambiare guida. E Venezia, nel caso, diventerebbe una meta ambitissima da tutti gli allenatori ancora a caccia di una sistemazione, Buscaglia, Vitucci (veneziano doc, peraltro) e Sacripanti in primis.
Per questo sarà necessario armarsi di pazienza e giocare di attesa. D’altronde, il mercato italiano è comunque molto statico, i pochi nomi di pregio sono già sistemati o diretti all’estero – vedi Della Valle a Berlino e Flaccadori al Bayern Monaco – e probabilmente non sarà una settimana a fare la differenza per costruire l’ossatura dei giocatori nostrani. Anche perché Pallacanestro Reggiana ha già sei atleti sotto contratto, una base comunque solida anche se da rifinire. Alcuni degli attuali italiani potrebbero voler cercare aria nuova e Vigori sicuramente andrà in prestito, ma un minimo di certezza esiste. E anche l’interessamento a un giovane promettente come Akele, reduce da una buona annata a Roseto, viene coltivato “a prescindere”, in un’ottica di prospettiva.
Questo cammino porta a un altro discorso. La vulgata è che Reggio faticherà ad attrarre elementi di valore perché condizionata dall’annuncio di Landi sul suo ultimo anno. Vero, per certi versi, ma in una serie A in cui le squadre in difficoltà economica abbondano, lo spessore biancorosso è comunque un vantaggio capace di cancellare dubbi: Reggio è una società seria, solida, che ha sempre pagato e in orario. Non tutti possono dirlo, in questi anni. E queste garanzie hanno il loro fascino, eccome. —
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