Il reggiano Marco Silvestri porta il Verona in serie A
Il portiere 28enne di Sologno, ex Reggiana, decisivo nella sfida con il Cittadella «Nemmeno nei sogni: ora voglio finalmente essere titolare nella massima serie»
REGGIO EMILIA. Il ritorno in serie A del Verona, dopo un solo anno di purgatorio, è passato dai guantoni di Marco Silvestri. Il 28enne di Sologno di Villa Minozzo, con trascorsi alla Reggiana, è stato uno dei punti di forza dell’Hellas che domenica sera ha conquistato la massima serie nello spareggio con il Cittadella.
Silvestri, dopo quasi 90 presenze nella serie B inglese con il Leeds, è tornato in Itaia due anni fa. L’anno scorso, nel Verona poi retrocesso in cadetteria, aveva trovato spazio solo due volte. In serie B invece la società ha puntato fin da subito su di lui.
Tra i suoi grandi fan c’è il padre, l’avvocato Claudio Silvestri, che ha seguito le partite del figlio anche quando era al Leeds. «Domenica al Bentegodi, c’erano 25mila persone, è stata una grande emozione - dice orgoglioso il legale - sembrava di essere in finale di Champions, una cosa esaltante». Un successo ancora più emozionante perché arrivato dopo mesi sulle montagne russe. Il Verona è infatti partito per vincere il campionato ma già in autunno l’obiettivo sembrava ormai molto difficile. A due giornate dal termine la società si è affidata a mister Alfredo Aglietti che ha colto i playoff a 90 minuti dalla fine della stagione regolare, superando in rimonta il Foggia. Anche con il Cittadella il copione si è ripetuto: sconfitta 2-0 fuori casa e poi vittoria per 3-0 nel ritorno.
«Ho coronato un sogno - ha commentato Silvestri in sala stampa -. Rimango a Verona. Mia figlia di quattro anni e mia moglie, che sono venuti allo stadio con i miei genitori, si trovano bene qui. Voglio la serie A, dopo essere stato secondo al Cagliari e al Chievo». A 28 anni e 6 presenze nella massima serie, èIn molti a Verona si chiedono tra l’altro come mai nella scorsa stagione sia rimasto quasi sempre in panchina.
Alla Reggiana, in serie C nella stagione 2011-2012, il portiere non aveva lasciato una traccia indelebile: fu protagonista di grandi parate ma anche di qualche errore pesante. «È cresciuto molto in Inghilterra - dice il padre Claudio -. A Reggio era ancora molto giovane».
Chi non è assolutamente stupito della crescita di Silvestri è Ermes Fulgoni, che nella sua carriera di preparatore dei portieri ha scoperto talenti del calibro di Gigi Buffon e Salvatore Sirigu. «Lo feci debuttare in Coppa Italia quando era al Modena in serie B - ricorda Fulgoni - Oggi vedo molta incompetenza in giro, vogliono tutti che il portiere sia già fatto e finito. Ma in un ragazzo devi vedere prima di tutto se è alto, se ha forza, se è agile e reattivo. Il resto glielo insegni, se sei capace. Marco queste qualità le aveva. A Reggio si è trovato molto male ma altrove ha fatto sempre bene, ad esempio già a Padova era stato decisivo e non per caso quando Cellino lasciò Cagliari fu l’unico che decise di portarsi a Leeds».
Silvestri è rimasto legatissimo al preparatore: «Mi chiama prima di ogni partita, anche quando era in Inghilterra, e dopo. Ci siamo sentiti anche prima e dopo la sfida del Bentegodi. Sono molto contento per lui. Ho sempre pensato che fosse da serie A». —
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