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Il tecnico reggiano Giroldi vola in serie A1 «Una promozione arrivata dopo l’esonero»

Riccardo Bellelli
Il tecnico reggiano Giroldi vola in serie A1 «Una promozione arrivata dopo l’esonero»

Il coach della Matteiplast Bologna lasciato a casa a febbraio dal presidente Civolani e poi reintegrato grazie alle giocatrici

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Se il basket di serie A maschile ha dato poche soddisfazioni ai reggiani, quello di serie A2 femminile ha invece visto un allenatore della nostra provincia conquistare la promozione.

Giancarlo Giroldi ha infatti ottenuto la promozione nella massima serie con la Matteiplast Bologna del famoso giornalista Gianfranco Civolani.

Una storia a quasi lieto fine visto che il suddetto presidente ha deciso di non iscrivere la squadra al campionato e di liberarsi di allenatore e giocatrici che, per usare parole sue, non vuole più incontrare nemmeno per un caffè.

«Sono arrivato a Bologna due anni fa, subito dopo che la squadra era stata promossa in serie A, ma aveva rinunciato per questioni economiche. In estate ci lasciarono ben tre giocatrici del quintetto ma nonostante quello e gli infortuni pesanti arrivammo a giocarci la finale di Coppa Italia e la semifinale dei playoff. Il mio scopo era cercare di mantenere la squadra ad alto livello e di trovarle uno spazio nel panorama sportivo cittadino dove il basket femminile non aveva molto seguito».

L’obiettivo è stato centrato in campo ma soprattutto a bordocampo...

«Avevamo davvero poco pubblico pur essendo l’entrata gratuita - spiega Giroldi -. Col passare del tempo, grazie ai risultati e al bel basket proposto, abbiamo visto crescere il numero dei tifosi e quest’anno abbiamo fatto diversi pienoni pur avendo messo l’entrata a pagamento. Abbiamo fatto ottimi numeri per la media del basket femminile».

La stagione è stata sofferta.

«Siamo partiti meno brillanti dell’anno prima perché la concorrenza era più agguerrita, il livello medio era salito ma siamo sempre stati nelle prime cinque posizioni. Vorrei ricordare che noi ci allenavamo tre volte a settimana con ragazze che facevano un altro lavoro. Le nostre concorrenti avevano budget ben più alti e schieravano giocatrici di fatto professioniste».

A inizio febbraio è successo il “fattaccio”.

«Avevamo perso di poco contro la capolista Spezia poi contro Civitanova, due squadre ad alto budget, uscendo sempre a testa alta da gara combattute. A quel punto il presidente ha deciso di licenziarmi senza vere ragioni», ricorda Giroldi.

A quel punto le giocatrici hanno deciso di ribellarsi alla proprietà minacciando di andarsene immediatamente se non fosse stato reintegrato il loro coach.

Lo hanno fatto anche attraverso una lettera pubblica in cui, tra le altre cose, si legge: “La goccia che ha fatto traboccare il vaso, colmo di innumerevoli spiacevoli episodi, è la vicenda di Giancarlo Giroldi. È un buon allenatore, a nostro parere. Nessuna è stata ammaliata dal suo fascino, nessuna ritiene sia l’allenatore più bravo del mondo. Ha i suoi limiti, piccoli o grandi che siano, come li abbiamo tutte noi giocatrici. Ma è una persona; una persona che, in qualsiasi circostanza, ci ha mostrato grande rispetto e che ha creduto in noi, come giocatrici, cosa che in molti non hanno fatto. Lui merita tutto il nostro rispetto”.

A quel punto Civolani non ha potuto fare altro che richiamare Giroldi giurando però che non avrebbe più seguito al squadra.

«Questo segno di affetto e stima da parte delle ragazze mi ha fatto piacere - continua il coach reggiano - ma anche prima sapevo di allenare un gruppo straordinario a cui ho dato tanto ma che mi ha restituito molto di più a livello umano. Dopo il passo indietro del presidente abbiamo ripreso a lavorare giocando un playoff fantastico dove abbiamo battuto una potenza economica come Campobasso prima di perdere la prima finale contro Palermo. A quel punto avevamo una seconda opportunità per salire contro l’Ecodent. Siamo partiti peggio del previsto, ci siamo trovati a -19 ma non abbiamo mollato. Siamo riusciti a recuperare e aggiudicarci la vittoria 68-72 col carattere e ora mi spiacerebbe se davvero la squadra non venisse iscritta al campionato che si è meritata. Purtroppo stavolta non è una questione economica ma di rapporti umani. Nonostante tutto sono grato a Civolani per avermi chiamato, è una persona intelligente e generosa, spero che i nostri risultati non vadano sprecati. Finalmente il basket femminile sta trovando pubblico e visibilità a Bologna, il nostro è un esempio da portare a far conoscere in giro ed esportare in altre città». —





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