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Sirene per Sacripanti e Buscaglia Grissin Bon chiamata alla scelta

Adriano Arati
Sirene per Sacripanti e Buscaglia Grissin Bon chiamata alla scelta

Ai due tecnici, su cui si sono posati gli occhi del club, non mancano altre offerte La dirigenza reggiana fa il punto prima di nominare il nuovo allenatore 

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È tempo di stringere il cerchio per Pallacanestro Reggiana.

La società biancorossa è ormai vicina a scegliere il proprio allenatore, la rosa al momento è ristretta a Maurizio Buscaglia e Pino Sacripanti, con Jasmin Repesa distanziato rispetto ai primi due.

Tre profili diversi ma caratterizzati dalla buona esperienza maturata in serie A, sia sul campo che nella gestione dell’ambiente.

Adesso è il momento della riflessione all’interno del club e del confronto con la proprietà. Una volta battezzato quale dei nomi sia quello adatto, si potrà iniziare anche a ragionare della proposta economica da avanzare, per cercare di arrivare ad un accordo definitivo.

Ma ad ora nessuna decisione è stata presa e le antenne rimangono sempre accese sul resto del pianeta basket. Un’eventuale (anche se improbabile) rivoluzione a Venezia potrebbe portare all’addio di coach De Raffaele dalla panchina Reyer, ad esempio. A quel punto, Venezia diventerebbe meta ambita quantomeno per Buscaglia, se non per Sacripanti, e lo stesso De Raffaele si trasformerebbe in un nome appetibile per tante società. Forse pure per la stessa Pallacanestro Reggiana.

Al momento si rimane nel campo delle ipotesi e la priorità è capire quale fra Buscaglia e Sacripanti sia il profilo più adatto alla nuova Grissin Bon ancora da costruire. Si tratta di tecnici molto diversi da loro, e sia la scelta degli italiani sia degli stranieri potrebbe mutare e non poco, in base a chi sarà il nuovo referente tecnico.

Sacripanti è forse il più “malleabile” dei tre, ha dimostrato di saper far bene in contesti diversi e sa pescare ottimamente sul mercato americano. Buscaglia è stato bravissimo a imporre identità tecniche e approcci efficaci nelle varie rose avute a Trento.

Entrambi sono corteggiati anche da altri in Italia e questo implica che il periodo di riflessione del club reggiano non si protragga all’infinito.

Outsider è Repesa, il coach dal curriculum più prestigioso, garantirebbe credibilità soprattutto se si volesse puntare su giocatori dell’Est Europa.

A proposito di elementi stranieri, la società biancorossa sta valutando anche l’inserimento di una nuova figura in organico, una sorta di scout che possa portare proposte e valutazioni su giocatori attivi all’estero.

Si guarda ad un profilo da affiancare all’attuale staff, che possa sia lavorare a Reggio che muoversi senza grossi patemi per viaggiare e visionare partite ed allenamenti. Una conferma della volontà di Landi di fare le cose per bene, pur all’ultimo walzer.

Uno dei papabili è una vecchia conoscenza, Roberto “Bebo” Breveglieri, ex di Menetti nell’anno della retrocessione del 2007 e passato, dopo una vita in Fortitudo, a Milano con cui avrebbe da poco concluso il rapporto lavorativo. —



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