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Mussini alle Universiadi: «Ho accettato con entusiasmo, sempre bellissimo vestire la maglia azzurra»

LINDA PIGOZZI
Mussini alle Universiadi: «Ho accettato con entusiasmo,  sempre bellissimo vestire la maglia azzurra»

L'esterno della Grissin Bon sarà l'unico giocatore di serie A a partecipare al torneo internazionale che si svolgerà a Napoli

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REGGIO EMILIA. Prontissimo a iniziare un’avventura nuova: l’esterno della Grissin Bon Federico Mussini raggiungerà a inizio settimana il raduno del team azzurro che giocherà le Universiadi a Napoli.

Come nasce la sua convocazione?

«Sono a tutti gli effetti uno studente. Sto continuando on-line il mio percorso di studi in management sportivo che avevo iniziato a St.John’s, quando ho saputo che c’era questa opportunità non ci ho pensato un attimo».

Riesce a gestire lo studio con gli impegni da giocatore di serie A?

«Ci sto riuscendo. Gli insegnanti li contatto via mail e sono molto rapidi nel rispondere. A volte ci sono problemi, perché i libri ci impiegano un po’ ad arrivare qui e succede che quando inizia la classe io ancora non li abbia. Per ora, però, ho superato tutte le classi e sono contento di come sto andando. Ho una buona media, anche se non eccezionale».

Pronto per le Universiadi?

«Sarò l’unico giocatore della serie A italiana a prendervi parte. Quest’anno non ci sarà l’attività della nazionale sperimentale e la squadra che farà le Universiadi ne prende di fatto il posto: è legata alle squadre nazionali e coordinata dallo staff azzurro. Partiremo con il raduno sul Lago di Bracciano, poi ci sposteremo a Napoli per le gare. La squadra è di buon livello ed è sempre bello vestire la maglia azzurra».

È contrattualmente legato alla Pallacanestro Reggiana sino al giugno 2020. Ha già pensato al futuro?

«Non ho ancora parlato con nessuno. Credo si stia aspettando la nomina del nuovo coach, prima di capire come creare la squadra. Io mi attengo al fatto che ho un altro anno di contratto, poi lo so che ci sono tante variabili...».

Cosa si porta dietro dell’ultima stagione?

«La consapevolezza che c’è tanto da lavorare sotto tanti aspetti e che ogni momento è buono per farlo».

Giorni fa, il patron Stefano Landi ha reso nota l’intenzione di lasciare al termine del prossimo campionato. Da reggiano cresciuto nel club biancorosso, come ha accolto questa notizia?

«Mi ha preoccupato. Sono reggiano e per me questa è una società speciale. Sono però fiducioso sul fatto che si possa trovare qualcuno che prenda il posto di Stefano Landi, perché sarebbe un grandissimo peccato per la città di Reggio perdere la sua squadra».

Sta seguendo i playoff? Si aspettava la rovinosa caduta di Milano? Chi la spunterà, invece, stasera in Gara 5 fra Cremona e Venezia?

«Non avrei mai pensato che Milano potesse uscire così, anche se vedendo questa Sassari era immaginabile che l’avrebbe messa in difficoltà. Bella ed equilibrata, invece, la serie fra Venezia e Cremona: entrambe meriterebbero la finale, ma sarà Sassari la squadra da battere».

Proprio contro la Dinamo, Reggio ha vissuto una finale da sogno. Cosa ricorda di quell’esperienza?

«La città era con noi, ricordo tutta la gente che ci seguiva dal maxi-schermo in piazza. Io ero infortunato ma volevo andare a tutti i costi in panchina in Gara 7 al Bigi. Mi faceva troppo male stare fuori. È uno dei più bei ricordi che ho, anche se purtroppo non è finita come avremmo voluto».

Ce la potrà fare Reggio, un giorno, a tornare a quei livelli?

«Sì. I fattori che portano a una finale sono tanti e non basta costruire una buona squadra, ma io ci spero». —

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