Bazar via Mogadiscio: in vendita i cimeli della Reggiana
Magliette e gadget a prezzi di saldo: tifosi e collezionisti fanno man bassa
REGGIO EMILIA. Emozione e amarezza. Due sentimenti contrastanti per i tifosi granata che da giorni stanno acquistando i cimeli della Ac Reggiana 1919. In via Mogadiscio stanno vendendo tutti i fondi rimasti nei magazzini. Magliette ufficiali della prima squadra, sia quelle utilizzate in partita che in allenamento. Materiale del settore giovanile, borsoni, gagliardetti, quadri, palloni, gadget, spray utilizzati dagli arbitri per segnare la distanza della barriera...
«Dispiace molto vedere tutto questo», commenta un tifoso uscendo dalla storica sede con due borse piene di magliette. Da una parte c’è l’eccitazione del collezionista, che con 10 euro si porta a casa tre magliette, dall’altra il dolore del sostenitore dei colori granata, che tocca con mano il fallimento dei sogni di gloria dell’era americana.
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Tutto il materiale, da adulto e da bambino, è stato catalogato e in ogni stanza del piano terra ci sono i cartelli che indicano i prezzi del materiale tecnico della Errea e Sportika. La vendita è stata avviata nelle scorse settimane con dei messaggi che sono circolati rapidamente sui cellulari. Si tratterebbe di una sorta di vendita “ad invito”, alla quale seguirà un evento aperto a tutti. Tutto avviene con regolare ricevuta, con timbro della Ac Reggiana 1919 in liquidazione.
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«Le cose più belle sono già andate via - diceva sconsolato un tifoso -. Le aperture sono state almeno quattro o cinque. Io ero venuto per la maglietta bianca con la scritta Nuova Castelli, ma purtroppo non c’è più».
Nelle stanze si trovano comunque delle vere curiosità, come la terza maglia da gioco di Otin Lafuente, meteora del primo anno di Mike Piazza, ceduto nel mercato invernale. Di magliette dei big, Cesarini o Carlini, non c’è più traccia. Alcune casacche hanno le etichette e sono nuove, altre sono usate ma lavate. Altre invece dovevano probabilmente ancora passare dalla lavanderia quando è avvenuto il crac.
Negli scaffali, nei cartoni sul pavimento, sui tavoli, si trovano felpe, giacche a vento, calzettoni, pantaloncini, canotte. Ci sono persino borsoni utilizzati dai giocatori già riempiti di materiale e venduti a prezzo fisso.
C’è chi chiede articoli particolari. «Quella foto che aveva Alicia alle spalle nel suo ufficio?», «Quel quadro che c’era nella reception?». Pezzi di storia recente in saldo. Un antipasto di quello che accadrà con la vendita del bene più importante, il marchio granata (che non pare però che sarà svenduto).
Il bando per la vendita all’asta dovrebbe essere già pronto: probabilmente tra lunedì e martedì sarà reso pubblico. A questo punto è possibile che l’asta slitti a luglio. Il desiderio dei soci della Reggio Audace sarebbe quello di averlo in occasione delle celebrazioni del centenario a settembre. —
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