Fisica, duttile ed energica: con Buscaglia la Grissin Bon avrà un’anima inedita
A Trento, il nuovo coach reggiano ha ottenuto risultati con elementi che hanno saputo interpretare il suo gioco aggressivo
REGGIO EMILIA. Un basket di aggressione e di duttilità, con pochi ruoli fissi e una notevole dose di atletismo e di fisicità. È la ricetta con cui Maurizio Buscaglia ha portato in alto Trento in questi anni, sia nel campionato italiano che in Eurocup, pur cambiando spesso e volentieri gli interpreti.
L’impronta principale è però sempre rimasta quella, ed anche i tentativi di cambiarla sono risultati poco efficaci. Basta pensare a quanto accaduto nelle ultime stagioni trentine.
Dopo partenze zoppicanti, l’Aquila ha sempre ritrovato la rotta sino ad arrivare ai playoff (nel 2018 anche alla finale scudetto) re-inserendo elementi di energia ed intensità come Craft ed Hogue, faticando invece con assetti più tradizionali e più “di fioretto”.
Anche a Reggio, Buscaglia porterà il suo approccio e la squadra verrà probabilmente pensata partendo dalle sue riflessioni in questo senso, da condividere in prima battuta con il ds Alessandro Frosini.
Sulla carta, la prossima Grissin Bon sarà molto diversa – come impostazione e filosofia – da quella pensata dodici mesi fa. Le formazioni del nuovo coach biancorosso hanno sempre brillato per efficacia difensiva e per forza a rimbalzo, nonostante non abbiano quasi mai avuto elementi di grande stazza. Grandi atleti sì, eccome, dal Julian Wright poi visto anche a Reggio passando per lunghi da combattimento come Dustin Hogue e Dominque Sutton. E questo porta ad un altro aspetto.
Nelle ultime stagioni Buscaglia ha privilegiato su tutto la duttilità, puntando spesso e volentieri su elementi capaci di giocare in più ruoli e di essere efficaci, soprattutto in difesa, contro rivali differenti. Si sono visti pochissimi centri tradizionali, maggiormente statici, e tanti atleti che potevano essere impiegati indifferentemente sul perimetro e sotto canestro, con quintetti di cinque giocatori attorno ai due metri o poco meno.
Pochi centimetri vicino al ferro, forse, ma anche tanta potenza in più contro i pariruolo esterni. In attacco, si è sempre puntato molto sulla velocità e sulla sempiterna duttilità basata sul atletismo, per generare uno contro uno favorevoli e sfruttare la forza a rimbalzo offensivo e la rapidità in contropiede. Rispetto a molte formazioni della serie A, le squadre di Buscaglia hanno sempre tirato poco da 3 punti, anche se negli ultimi anni un parziale adattamento all’andazzo dominante si è rivelato necessario.
Il mercato terrà conto di questi pregressi, inevitabilmente. A partire dal pacchetto italiano già sotto contratto. Un uomo di lotta come De Vico appare tagliato alla perfezione per il nuovo scenario e pure Candi, che nell’energia difensiva ha la sua forza, potrebbe trovare gli spazi giusti per riprendere la crescita. Discorso simile per un altro elemento di grande esplosività come Gaspardo, dopo un’annata in cui ha faticato a trovare una propria collocazioni.
Federico Mussini non ha proprio la taglia per una pallacanestro da guerra, ma negli ultimi mesi ha fatto vedere buone cose anche in questo senso e la sua capacità di generare punti da fuori torna sempre utile. Le valutazioni iniziano ora. —
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